Dopo la denuncia del procuratore capo di Verbania, Olimpia Bossi, in riferimento “all’assoluta inopportunità” della messa in onda da parte del Tg3 Rai delle drammatiche immagini della funivia del Mottarone negli istanti della tragedia, arriva lo stop da parte del Garante privacy all’ulteriore diffusione del video e a forme di spettacolarizzazione dell’evento, “che possono solo acuire il dolore dei familiari delle vittime e di quanti erano loro legati”.

In una note dell’Ansa si legge: “L’Autorità richiama i media “al rispetto del principio di essenzialità dell’informazione” e “alla salvaguardia della dignità delle persone” e lancia un appello agli utenti social “affinché il dolore non diventi strumento per un like in più. In riferimento alla diffusione dei video che raccontano gli ultimi istanti della tragedia della funivia del Mottarone, il Garante per la protezione dei dati personali – sottolinea l’Autorità in una nota – invita i media e gli utenti dei social network ad astenersi dall’ulteriore diffusione delle immagini e da forme di spettacolarizzazione dell’evento, che possono solo acuire il dolore dei familiari delle vittime e di quanti erano loro legati. I video, il cui contenuto peraltro non era ancora stato portato a conoscenza degli stessi familiari, poco aggiungono, per quanto riguarda l’informazione dell’opinione pubblica, alla ricostruzione della dinamica del terribile incidente, già ampiamente trattata dai media”. Il Garante “richiama pertanto gli stessi media al rispetto del principio di essenzialità dell’informazione, fissato dalle Regole deontologiche in materia di attività giornalistica, e alla salvaguardia della dignità delle persone. L’Autorità lancia un particolare appello a quanti in queste ore stanno postando e condividendo i video sui social network affinché il dolore non diventi strumento per un like in più”.

Sulla questione era intervenuto anche il sen. Ernesto Magorno (Iv) e sindaco di Diamante, la cittadina tirrenica dove era nata la giovane Serena Cosentino, una delle 14 vittime della tragedia. Magorno aveva così commentato il video trasmesso da diversi organi di stampa: “Il diritto di cronaca non può entrare nel dolore delle persone. La diffusione delle immagini della tragedia del Mottarone rappresenta una vergogna. Dico STOP a questa continua ricerca della notizia che non ha ragione di esistere di fronte a un dramma simile. Chi ha trasmesso le immagini di quei drammatici momenti deve chiedere scusa”. Ed ha chiuso affermando: “Presenterò un’interrogazione parlamentare su quanto successo che tutto è tranne che giornalismo”.