Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, è ciò che è emerso dall’operazione coordinata dai carabinieri di Cosenza e di Scalea ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Paola, dott.ssa Maria Grazia Elia, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Paola, dott. Pierpaolo Bruni. Un’attività d’indagine partita nel giugno del 2020 ha visto implicati tecnici, amministratori e liberi professionisti del Tirreno cosentino che attraverso un sistema a maglie ben collaudato si spartivano gli appalti pubblici. Diverse in questi mesi le perquisizioni e l’acquisizione di materiale attraverso intercettazioni che hanno portato nella giornata di oggi a due misure cautelari con gli arresti domiciliari e quattro misure interdittive. Sei, in particolare, gli appalti sotto accusa tra l’alto tirreno cosentino e la Basilicata, per un valore di oltre 300 mila euro. Tra queste, l’affidamento dei servizi tecnici e i relativi lavori del “Consolidamento dei versanti in località San Giovanni e ripristino della viabilità” per un importo di 70mila euro indetta dal Comune di Aieta e lo stesso gruppo di sodali sarebbe riuscito a turbare anche la procedura d’appalto relativa “All’affidamento in carico professionale per le verifiche tecniche dei livelli di vulnerabilità sismica dell’Istituto tecnico commerciale del Comune di Moliterno (Potenza)”. Dalla turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente gli indagati per aggiudicarsi le gara avevano costituito un Rtp (raggruppamento temporaneo di professionisti) ed erano riusciti a mettere su un vero e proprio cartello che eludeva le norme sulla libera concorrenza e trasparenza degli appalti, al fine di ottenere illegittimamente l’aggiudicazione e dividerne gli importi tra tutti gli associati, compresi quelli non aggiudicatari dell’appalto, secondo percentuali predeterminate.

Una serie di condotte collusive sono state poste in essere dalla responsabile dell’ufficio tecnico di Belvedere M.Mo, talune anche con componenti di associazioni a delinquere e con imprenditori e funzionari pubblici del comune, alcuni dei quali già indagati, che miravano a favorire ditte “amiche” con l’aggiudicazione di appalti e affidamenti diretti, in un caso specifico “concordando” direttamente con l’imprenditore la percentuale al ribasso.

Agli arresti domiciliari sono finiti Luigi Cristofaro di 38 anni e Giuseppe Del Vecchio di 63. Mentre per Paola Di Stio, 46 anni, di Belvedere Marittimo, interdizione per 12 mesi dall’esercizio del pubblico ufficio; Antonio Del Vecchio 57 anni, di Terranova del Pollino, interdizione per sei mesi di esercitare l’attività professionale di ingegneri; Maria Grazia Melega, 30 anni, di Santa Domenica Talao, interdizione per sei mesi di esercitare l’attività professionale di ingegneri; Francesco Esposito, 37 anni, di Tortora, interdizione per sei mesi di esercitare l’attività professionale di ingegneri.

Le indagini proseguono a tutto campo, dal coinvolgimento delle ditte appaltanti alle collusione con amministratori locali, rimane aperta anche l’indagine sul reato di violazione della legge Anselmi, alcuni dei soggetti potrebbe infatti appartenenti ad una loggia massonica. Complessivamente rimangono in 16 gli indagati.

Fabrizia Arcuri