Dall’onda gravitazionale giunta sulla Terra il 14 settembre del 2015, dopo aver viaggiato per 1,2 miliardi di anni, alla evoluzione delle galassie, fino a quel pezzo d’Italia portato sulla cometa dalla prima donna laureatasi in ingegneria aeronautica nel Bel Paese. E poi, ancora, la risposta alla domanda che in tanti si pongono da sempre: esiste un altro pianeta dove gli esseri umani potranno andare a vivere? Questi ed altri temi sono stati approfonditi da scienziate di livello internazionale nell’ambito del simposio Donne fra le Stelle, svoltosi a Fiumefreddo Bruzio, da venerdì 25 a domenica 27, rientrante nel più articolato evento Space Adventure Experience.
La tre giorni si è aperta con il conferimento della cittadinanza onoraria di Fiumefreddo bruzio a Carolyn Porco, astrofisica, accademica, divulgatrice scientifica e ricercatrice statunitense, conosciuta per il suo lavoro nell’esplorazione del sistema solare esterno iniziato con l’elaborazione delle immagini delle missioni Voyager verso Giove, Saturno, Urano e Nettuno negli anni 80.
Sono poi seguiti gli interventi degli illustri relatori. La “curiosità” è stato il filo conduttore delle motivazioni che hanno spinto un po’ tutti le esperte, intervenute durante la tre giorni, a intraprendere la carriera nel mondo scientifico spaziale: determinate a voler conoscere il perché delle cose, affascinate dallo studio delle galassie e dello spazio, innamorate degli insegnamenti di fisica e matematica che hanno stimolato l’interesse verso il mondo scientifico aerospaziale.
Paola Santini, che dal 2009 svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio Astronomico di Roma, ricercatrice inclusa nel progetto “100 donne contro gli stereotipi”, ha presentato la sua relazione dal titolo “L’universo, un viaggio lungo 14 milioni di anni”, parlando delle galassie e della sua evoluzione.
Marica Branchesi, professoressa di Astrofisica del Gran Sasso Science Institute e presidente della Commissione Astrofisica delle onde Gravitazionali del International Astronomical Union, ha raccontato quando, il 14 settembre del 2015, una onda gravitazionale è arrivata per la prima volta sulla Terra, dopo aver viaggiato per 1,2 miliardi di anni, attraversando migliaia e migliaia di galassie.
Alessia Gloder, ingegnera aerospaziale che lavora in Germania in un progetto a livello europeo, occupandosi di ricerca per rendere lo spazio più sostenibile, ha parlato di Women in Aerospace, network globale fondato nel 2009 che promuove una maggiore presenza femminile in leadership al fine anche di ispirare le nuove generazioni, favorendo la parità di genere.
Annamaria Nassisi, responsabile del marketing strategico per l’osservazione, l’esplorazione e la navigazione in Thales Alenia Space, ha relazionato su Space Economy, quella parte dell’economia orientata a crescita, sviluppo e gestione di strumenti, infrastrutture e tecniche per la gestione e l’utilizzo dello spazio cosmico. Grazie alla Space Economy molte cose sono possibili: le telecomunicazioni, le osservazioni della Terra e i suoi cambiamenti o ancora il navigatore. «Cercare di capire il valore che le donne possono dare alla nostra società e valutarle come talenti: è questo che dobbiamo conquistare come società», ha evidenziato la relatrice.
A concludere gli interventi Sandra Savaglio, calabrese, scienziata ritornata in Calabria da qualche anno, dove continua a occuparsi di promozione della scienza e delle donne nella scienza, ricoprendo anche il ruolo di assessora regionale con delega all’Università, Ricerca Scientifica ed Istruzione. «Sono contenta di aver scelto di essere tornata – ha detto ai presenti, prima di relazionare sulle galassie e sull’esplosione delle stelle – e vorrei trasmettere il messaggio che questa è una terra fantastica». La scienziata ha quindi sottolineato l’intraprendenza di quei tanti giovani che decidono di andare via da questa regione e che – ha aggiunto – dopo un’esperienza fuori dalla Calabria o dall’Italia, possono sempre decidere di tornare per portare il loro contributo.

Nella serata di sabato 26 sono intervenute da remoto Amalia Ercoli Finzi – prima donna in Italia laureatasi in Ingegneria Aeronautica – e Carolyn Porco. La prima ha tenuto incollato il pubblico al mega schermo con passione, mentre raccontava della missione “Rosetta”, lanciata nel 2004, volta allo studio delle comete, durante la quale si è riusciti non solo a trarre delle immagini e atterrare sul nucleo della cometa 76P/Churyumov-Gerasimenko, ma anche a svolgere importanti analisi. «Sono felice di aver portato il mio strumento e, quindi, un pezzo d’Italia sulla cometa», ha detto orgogliosa, mostrando le immagini che ritraggono un piccolo puntino luminoso sulla sonda lanciata. Al suo intervento è poi seguito quello di Carolyn Porco che ha parlato della distruzione delle risorse naturali che il pianeta offriva ad opera del nostro sistema economico, introducendo il suo argomento: “Non c’è nessun pianeta B” e sottolineando l’importanza di salvaguardare il pianeta, in quanto non sarebbe possibile portare tutto quello che è necessario su di un altro per terraformarlo.
«Spero che questa manifestazione sia stata diversa da quelle che solitamente si svolgono in questo borgo e che abbia suscitato interesse» sono le parole di chiusura di Dante Fortunato, project manager dell’intero progetto Space Adventure Experience. «Speriamo anche di aver raggiunto il nostro obiettivo: avvicinare la scienza al grande pubblico e suscitare curiosità, soprattutto nei giovani, spingendoli ad avvicinarsi in questo mondo, passando soprattutto per la donna, che è la parte più importante della nostra vita».
Presentatore della tre giorni, Riccardo Mei, voce narrante di vari documentari scientifici.
A breve inizierà la seconda parte del progetto con la mostra Space Adventure, che si svolgerà presso il Castello della Valle di Fiumefreddo Bruzio dal 10 luglio al 31 ottobre.