14 LUG, REGGIO CALABRIA – La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un sequestro beni per oltre 1,5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore che opera nel settore delle scommesse online.

In particolare, i militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni, costituto da compendi aziendali, beni immobili e rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore romano Paolo Sipone, 56 anni.

Sipone risulta coinvolto nell’ambito dell’operazione “Galassia” che ha portato lo stesso imprenditore, insieme ad altri soggetti, a ricevere un’ordinanza cautelare individuando Sipone come uno degli ideatori e capo promotore di «un complesso e remunerativo sistema criminale, connesso all’illecita commercializzazione di prodotti per la raccolta di scommesse on-line – evidenzia la guardia di finanza – attraverso importanti bookmakers esteri con sede in Austria e Malta, che, in rapporto sinallagmatico con la criminalità organizzata italiana, ossia con la ‘ndrangheta, per il territorio calabrese – ma anche con cosa nostra, con la sacra corona unita e con la camorra per le rispettive aree geografiche di interesse – da un lato consentivano a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare gli imponenti proventi illeciti, dall’altro traevano essi stessi significativo supporto per l’ampliamento della propria rete commerciale e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio».

Nell’ambito dell’operazione “Galassia” sono state effettuati anche diversi sequestri, fino alle indagini economico patrimoniali relative a Sipone e alla sua famiglia e condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (Gico.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e lo Scico, con il coordinamento del procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e del sostituto procuratore Stefano Musolino.

L’attività investigativa effettuata ha consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del proposto e del relativo nucleo familiare.

La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria – presieduta da Ornella Pastore – ha disposto nei confronti di Sipone la misura cautelare del sequestro del patrimonio illecitamente accumulato, costituito da 5 società di capitali di cui 1 di diritto austriaco, 7 fabbricati siti in Roma, nonché ulteriori disponibilità finanziarie, per un valore complessivo pari ad oltre 1,6 milioni di euro.