A dicembre le strutture erano state poste sotto sequestro perchè costruite sul demanio marittimo. Sono partiti i lavoro per il loro abbattimento

21 LUG, STALETTÌ – È stato avviato l’abbattimento di alcune villette abusive perché costruite sul demanio marittimo a Caminia di Stalettì, sulla costa ionica catanzarese, su disposizione dell’ufficio esecuzioni della Procura di Catanzaro. Le villette sono state oggetto di un’indagine della stessa Procura che lo scorso dicembre ha portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo per 71 immobili. Sessantotto le persone iscritte nel registro degli indagati. Ieri una ditta privata, pagata dalla Regione Calabria, ha abbattuto un primo gruppo di villette mentre due sono state lasciate in piedi perché hanno il tetto in amianto. Se ne occuperà venerdì una dita specializzata.

“Quello di oggi è un primo passo – ha commentato il procuratore aggiunto Novelli – e tutta l’area dovrà essere consegnata e riqualificata all’Amministrazione comunale di Stalettì per le sue determinazioni. L’ufficio esecuzioni della Procura di Catanzaro, anche grazie alla sensibilità del procuratore Gratteri, su questi temi, sta procedendo anche con altre demolizioni che fanno meno notizia di questa”. A Caminia è stato presente anche l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio. “Ringrazio la Procura e le forze dell’ordine – è stato il suo commento – perché proteggono lo sviluppo della Calabria e la legalità. L’abusivismo è un male grave, fatto di speculazioni e sfruttamento che impediscono il turismo. Ma c’è una Calabria che ha voglia di andare avanti ed è la Calabria dei cittadini, delle famiglie, di una politica di civiltà”.

“Legambiente Calabria – dichiara il presidente Parretta – è al fianco delle pubbliche amministrazioni, a partire dal Comune di Stalettì, che stanno finalmente, svolgendo il proprio ruolo restituendo Caminia all’uso collettivo. Restiamo in attesa della demolizione di tutte le villette abusive incluse quelle ancora sub iudice, un vero ecomostro diffuso per come è stato definito, e del conseguente recupero ambientale effettivo del territorio. Il circolo ‘Cassiodoro’ di Legambiente svolge un attento ruolo di monitoraggio del territorio. Non vogliamo che restino ferite aperte come quella, ben visibile, rimasta a Stalettì dopo l’abbattimento di parte di villaggio Lopilato, seguito ad anni di lotte ambientali. Ricordiamo che, per come raccontato annualmente dal rapporto Ecomafia, la Calabria è, purtroppo, saldamente ai primi posti della classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento. Legambiente, anche con la campagna ‘Abbatti l’abuso’, lavora quotidianamente per arrivare alla demolizione di quell’80% di immobili già colpiti da ordinanze di demolizione ma ancora in piedi, in spregio alla normativa vigente”.