Pubblicati i due avvisi per l’assunzione di 6 medici in Pronto Soccorso e 2 in chirurga Toracica. Ma i tempi non saranno brevi

22 LUG, COSENZA – Arrivano i primi risultati della  mobilitazione dei dirigenti medici e sanitari dell’Annunziata che avevano lanciato un ennesimo e disperato grido d’allarme sulla situazione in cui versa il nosocomio cosentino dovuta ai ritardi nell’applicazione del Contratto Collettivo nazionale, in vigore da oltre un anno e mezzo, ma soprattutto nella cronica carenza di personale oramai arrivata a livelli non più sostenibili per la sicurezza degli operatori e, per quella degli utenti. A cominciare dal Pronto Soccorso, reparto di primo impatto per il cittadino e quello che, di conseguenza, mostra maggiormente le sue deficienze. L’Annunziata, che per cronica carenza di personale presenta un deficit oramai stabilizzato di oltre un terzo dei posti letto necessari, negli ultimi due anni ha visto contrarre ancor più questi numeri avvicinandosi pericolosamente al totale collasso.

È notizia di oggi che, come da accordi raggiunti con la Struttura Commissariale, sono stati pubblicati i due avvisi per l’assunzione di 6 medici in Pronto Soccorso e 2 in chirurga Toracica. Pur rappresentando poco più di una goccia rispetto all’oceano di assunzioni necessarie, è comunque il primo dei passi che dovrebbero portare il nostro ospedale all’avvio del suo rinascimento.

A rovinare l’entusiasmo per il raggiungimento di questo obbiettivo – come evidenziano in una nota congiunta AAROI – ANAAO ASSOMED – ANPO – CGIL – CIMO – CISL Medici – COAS FASSID – FVM – SINAFO – UIL FPL – è la scelta di usare procedure pletoriche e per nulla obbligatorie che rallenteranno, in modo non giustificato, la presa di servizio di queste nuove forze. I bandi, infatti, per scelta dell’amministrazione, dovranno essere pubblicati sul BURC prima e poi sulla Gazzetta Ufficiale, con una dilatazione dei tempi che porterà all’assunzione dei medici non prima del prossimo ottobre, sempre che tutto vada per il giusto verso.

Ora si dovrà dare avvio alle procedure per la realizzazione di tutti gli altri punti concordati: attuazione del CCNL e di tutti i suoi istituti, ad oggi ancora ignorati dalla Commissaria, e soprattutto la definizione di un vero piano dei fabbisogni di personale, basato sulle richieste di salute dei cittadini e non su calcoli puramente economicistici. Se è vero che anche nella difesa della salute non si può prescindere dalle risorse a disposizione, è altrettanto vero che i cittadini della provincia di Cosenza hanno il diritto di potersi curare in modo soddisfacente, nella propria terra, come tutti gli altri italiani. Per questo, però, devono riappropriarsi dello status di “Cittadini” che compete loro e dismettere quello di sudditi che da troppo tempo stanno subendo. Le nostre sigle continueranno a vigilare, stimolare e, se sarà il caso, combattere per poterci riappropriare dei nostri diritti di cittadini e operatori della Sanità Pubblica.