Iniziativa promossa da DISPeS Unical e Università ROMA 3 dal titolo “Abitare l’inabitabile” tenutasi nel centro storico di Cosenza

24 LUG, COSENZA – Terminata la Summer school, organizzata da DISPeS (Unical), Master Environmental Humanities (Roma Tre), e Stalker, che si è  svolta questa settimana all‘interno del Centro storico di Cosenza tra lezioni, laboratori e momenti di convivenza dedicati alla costruzione di nuovi discorsi, conoscenze e possibilità che raccontino la città in modi diversi da quelli critici che sono consueti, confrontandosi direttamente con le sensibilità e le iniziative della società locale. L’obiettivo generale della Scuola di formazione permanente è stato quello di costruire un nuovo ideale, più sostenibile, di città per stimolare processi di co-progettazione capaci di rafforzare i diritti e il potenziale locale attraverso il rilancio sostenibile e intelligente delle sue risorse culturali, architettoniche e ambientali. 

Con l’intento di “promuovere la conoscenza del centro storico di Cosenza attraverso nuovi punti di osservazione, in vista di un radicale cambio di mentalità e narrazione della città”. Evento che ha visto protagonisti studenti e docenti delle varie facoltà, insieme a tutte le associazioni che animano la città vecchia: Comitato Piazza Piccola, Associazione di Volontariato San Pancrazio, GAIA Galleria Arte Indipendente Autogestita, FEM.IN. Cosentine in lotta, La Terra di Piero, Prendocasa Cosenza, Radio Ciroma 105.7 – Cosenza.

Dopo il dibattito svolto in piazza Santa Lucia, che ha visto coinvolte le varie realtà che animano il centro storico. Residenti, studenti e docenti hanno intrapreso un giro itinerante tra crolli, degrado e l’abbandono del centro storico. L’associazione Lupiambiente ODV, che ha censito e mappato tutti gli edifici a rischio crollo, fatto da guida tra gli edifici ancora pericolanti e stradine utilizzando la mappa dei crolli come guida, lasciando degli striscioni creati dai vari laboratori e creando un vero è proprio museo del crollo all’aperto con date e caratteristiche storiche dei crolli e degli edifici. La situazione, oramai cronica, è  sotto gli occhi di tutti. In piazza Santa Lucia si notano gli edifici completamente rasi al suolo dopo l’ultima demolizione da parte del comune. Immondizia e rifiuti presenti all’interno degli edifici demoliti sono rimasti accatastati  al centro della piazza in quelle che è una vera e propria una discarica a cielo aperto. Ma il calore e l’accoglienza dei cittadini del centro storico hanno subito fatto cambiare umore ai ragazzi ospiti dell’iniziative e non sono mancate i cenni storici da parte dei residenti in particolare in Via del Seggio e Via Casini che hanno accolto calorosamente gli studenti con un rinfresco spontaneo. A breve gli studenti realizzeranno un giornale dove si parlerà sullo status della città vecchia dal titolo provocatorio “Il Crollo Quotidiano”. Perché la vergogna dei crolli possa trasformarsi in punto di incontro e partenza per una nuova elaborazione collettiva.