RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In molti rivendicano nelle diverse piazze la libertà, dimenticando le illibertà di questi ultimi decenni. Basti pensare alla non “libertà di scegliere la vita che vorremmo vivere”. Chi ci riesce è visto come un privilegiato. Questo denota un malessere nella società, in particolar modo nei giovani. Nel loro percorso formativo non vengono guidati come si dovrebbe. Soprattutto viene ripetuto loro puntualmente “non restare qui”, a causa di quei disservizi e carenze infrastrutturali che impediscono al meridione di decollare e alla tua terra di trattenerti. Io invece mi sento di dire a chi sta proseguendo il suo percorso di studi di impegnarsi e dare del suo meglio, l’istruzione così come lo sport sono degli ottimi ascensori sociali. Mentre le persone credono che il problema predominante sia l’obbligatorietà o meno di rispettare tutte le misure previste in merito alla situazione emergenziale, ci sono fenomeni apparentemente naturali che stanno colpendo indistintamente il pianeta, ecco perché ci piacerebbe che si parlasse più di green e non solo di pass. Apparentemente naturali in quanto il cambiamento climatico, epidemie ed inquinamento sono aspetti correlati tra loro e alla base di essi ci siamo noi che con le nostre azioni quotidiane, stiamo piano piano estinguendo la nostra specie, minacciando la biodiversità e l’ecosistema.

Oltre a quelli atmosferici, assistiamo a fenomeni dal suo etimo greco “che appare”, anche dal punto di vista umano: dal calcio alla politica. Attualmente assistiamo al calcio mercato anche nello scenario politico calabrese. Circolano solo nomi, la campagna elettorale si riduce agli ultimi giorni, creando confusione e frustrazione nell’elettorato passivo. A dominare la scena sarà la minoranza e a vincere l’astensionismo. Così come nel calcio, i fenomeni umani sopracitati alla fine rischiano di diventare solisti che neppure al livello dilettantistico li accetteranno. Dunque manca quel senso di squadra, mancano i leader nei partiti, mancano anche le segreterie e i circoli, dove dove formarsi, parlare di politica, essere portatori di azioni e “preparatori” di una nuova classe dirigente in politica come nel resto delle attività. In questo panorama generale e  volte troppo generalizzato L’Italia del Meridione rappresenta l’eccezione! Conferma come il lavoro di squadra viene premiato e “territorialità, militanza e competenza” non sono soltanto slogan ma manifesto politico di una realtà che sta crescendo in termini di idee, presenze e azioni concrete. Una squadra che trova nel suo segretario federale e fondatore del Movimento Orlandino Greco quell’allenatore giusto che  sia in panchina sia negli spogliatoi riesce a portarla a vittorie che di certo superano le aspettative. Una cosa certo di non poco conto di questi tempi, dove alle parole chiavi resilienza e rinascita ce n’è una ancora più forte ed è resistenza. Ai toto nomi, noi preferiamo esprimere vicinanza ai territori e alle comunità, ascolto e dialogo con tutte le parti attive delle realtà, e nonostante il periodo caldo e ancora sotto stato emergenziale, la risposta è alta, il bisogno è reciproco e le azioni si costruiscono insieme, per proporre soluzioni ed essere e fare la differenza. E l’augurio più grande che come Idm Giovani intendiamo esprimere e che così come l’Italia agli europei, grazie al grande c.t. Mancini, è riuscita a tirare fuori il nostro orgoglio italiano, L’Italia del Meridione possa tirare fuori il nostro orgoglio calabrese e il meglio di ciò che il nostro meridione possa esprimere.

Francesca Cufone, commissario regionale IdM Giovani