Il coordinatore cittadino  “Cambiamo” Soverato: ‘Sfida avvincente che affronteremo con la forza delle idee”

07 AGO, SOVERATO (CZ) –  “La decisione con cui il Comitato di Presidenza di “Coraggio Italia”  ha deciso di correre con proprie liste in Calabria a sostegno del candidato del centrodestra, Roberto  Occhiuto, conferma la bontà del lavoro compiuto dagli esponenti di “Cambiamo sul territorio regionale ed in particolare nel Basso Ionio Soveratese.

Lo afferma il coordinatore cittadino di “Cambiamo” Soverato, Pietro Mancini.

Che aggiunge: «”Coraggio Italia”, nato per volontà, tra gli altri, di Giovanni Toti, Luigi Brugnaro e Gaetano Quagliariello, si pone in assoluta continuità con il pensiero di “Cambiamo”.

Un pensiero moderato, liberale, europeo che guarda a destra e vuole fornire agli alleati spunti ulteriori e innovativi per imprimere un decisivo cambio di passo alla regione».

In Calabria mancano meno di due mesi alle elezioni regionali. Pietro Mancini ha le idee chiare.

«Siamo pronti  anche nel Soveratese – mette in evidenza   a mettere in campo la forza delle  nostre idee che fanno leva sull’utilizzo del Recovery Fund come panacea delle endemiche criticità strutturali della regione.

Fra tutte vogliamo ricordare la Statale 106 Ionica, la sanità in mano a un inefficace commissariamento e la fuga dei giovani cervelli verso il Nord Italia o l’estero che sta  determinando una progressiva desertificazione demografica del territorio.

Riteniamo che ci siano tutte le condizioni per convincere gli elettori a “cambiare” la Calabria attraverso un programma non calato dall’alto ma aderente alle reali esigenze delle popolazioni alle quali occorre fornire risposte attraverso la competenza e la conoscenza delle questioni.

Mancini conclude con un auspicio e una certezza.

«La sfida è ardua, ma attraverso l’impegno, la volontà di cambiare, il coraggio di proporre i nostri programmi confidiamo di infondere nella gente il desiderio di scegliere “Coraggio Italia” e ribaltare una volta per tutte le sorti delle nuove e vecchie generazioni calabresi», le sue parole.