15 SET, COSENZA – Gli effetti del distress psicologico durante la gravidanza,
come l’ansia percepita durante la pandemia da COVID-19 nelle donne in gravidanza, possono
influenzare negativamente il processo di attaccamento prenatale della futura mamma. A dimostrarlo
uno studio condotto su un campione di 1179 future mamme italiane dall’associazione
Mammachemamme, iGreco Ospedali Riuniti ed il dipartimento di culture, educazione e società
dell’Università della Calabria.
È quanto fa sapere Giancarlo Greco, responsabile de iGreco Ospedali Riuniti informando che l’esito
della ricerca è stato pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Affective Disorders.
Cosa implica, in termini psicologici, affrontare una gravidanza durante l’emergenza sanitaria da
Covid-19? Tali risultati – sottolinea Cecilia Gioia, psicologa perinatale e psicoterapeuta nella Sede
Operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti, presidente dell’Associazione di Volontariato
Mammachemamme e ideatrice e coordinatrice della ricerca – evidenziano l’importanza di attuare
programmi di prevenzione e di monitoraggio del distress psicologico che può influenzare il processo
di attaccamento prenatale delle donne durante la gravidanza in modo da migliorare l’assistenza
clinica e promuovere sessioni di sensibilizzazione ed educazione sanitaria durante le prossime fasi di
pandemia.
Fino ad oggi – aggiunge – è cresciuto un notevole interesse sul tema dell’impatto della pandemia di
COVID-19 sulla salute mentale materna. Gli studi evidenziano che i principali fattori che aumentano
il disagio perinatale sono: l’unicità della malattia, l’impatto globale inaspettato, l’incertezza sulle
conseguenze fisiche (sia per le madri che per i bambini), il rischio di trasmissione e le restrizioni dei
contatti sociali. Nonostante queste evidenze, nessuno studio ha valutato se l’esposizione allo stress
da Covid-19 abbia una influenza sull’attaccamento prenatale della donna.
Secondo Angela Costabile, ordinario di Psicologia dello Sviluppo presso il Dipartimento di Culture,
Educazione e Società dell’Università della Calabria, diviene fondamentale la valutazione dei fattori di
disagio psicologico che influenzano il processo di attaccamento prenatale. Pertanto, donne
identificate come a rischio dovrebbero quindi essere seguite durante tutto il periodo prenatale e
postpartum con un supporto appropriato, per promuovere un attaccamento prenatale positivo e
ridurre gli stati di ansia.
Lo studio ha interessato 1179 donne partorienti che hanno completato un sondaggio online anonimo
e questionari di autovalutazione che misuravano caratteristiche socio-demografiche e ostetriche, il
distress psicologico (come livelli d’ansia e grado di depressione), l’attaccamento prenatale e la
percezione del rischio di COVID -19. I dati sono stati raccolti da marzo 2020 ad aprile 2020 facendo
riferimento al periodo di lockdown nazionale.