La Calabria è oggi conosciuta – purtroppo! – come una regione dal “segno negativo”: crescita demografica,
occupazione, Pil, reddito pro capite, ambiente, sanità pubblica, sono solo alcuni dei dati spesso segnati col rosso.
Se paiono dei dati neutrali, in realtà compongono una fotografia chiara ed impietosa della condizione di
arretratezza e mancato sviluppo. Sono limiti e costrizioni che, in assenza di una necessaria inversione di
tendenza, rischiano di segregare il destino di questa ed anche della prossima generazione calabrese.
Ma c’è anche una buona notizia. Dipende da noi il possibile cambiamento. L’alternativa, quindi, c’è. La storia
ci insegna che proprio dalle crisi possono nascere nuove e grandi opportunità. Inoltre, i recenti indirizzi di
politica pubblica (es. Green New Deal della UE, PNRR) ed alcune importanti policy (es. Agenda Onu 2030 e i
suoi 17 SDGs) hanno introdotto degli obiettivi luminosi e provocanti. Tutto questo è mosso da una forte
esortazione ad uno sforzo finalizzato alla costruzione di un futuro più sostenibile, alla costruzione di quel
“mondo migliore” auspicato anche da Papa Francesco nelle sue encicliche “Fratelli Tutti” e “Laudato sii”.
Noi dell’ANPIT abbiamo ben chiaro quali direttrici di sviluppo la Calabria può e deve intraprendere. E, nel
tentativo di portare i temi socio-economici più importanti al centro del dibattito politico, giorno 21 settembre
al T-Hotel di Lamezia Terme, proponiamo un convegno dal tema “Italia Futura: Turismo e Cultura in
Calabria Centro del Mediterraneo”. I lavori saranno coordinati dal Presidente Regionale e Vicepresidente
nazionale dell’Associazione Imprenditoriale Francesco Catanese. Dopo i saluti dei presidenti provinciali
Francesco Ambrogio (Cosenza), Antonio Berardi (Crotone) e Giuseppe Quattrocchi (Reggio Calabria), sarà
Marco Furnari, Responsabile nazionale del dipartimento coesione territoriale e politiche regionali, ad illustrare
le idee e le proposte di ANPIT già contenute nel volume “Italia Futura” (Historica Edizioni, 2021).
Il nutrito programma, prevede nei primi interventi e tavole rotonde, moderate dal giornalista Pietro Melia,
approfondimenti sulle opportunità che le risorse del Recovery Plan offrono su due ambiti il cui sviluppo è
fondamentale per la rinascita economica e sociale della Calabria: Turismo e Cultura. Si rifletterà anche e
soprattutto sulla necessità di mettere a sistema il ricchissimo patrimonio e le eccellenze della nostra regione,
strada obbligata per vincere le sfide del futuro.
Fare fronte comune per uno sviluppo sostenibile e generativo – questa la proposta sostanziale di ANPIT
Calabria – significa, pertanto, mettere insieme un parterre d’eccezione: rappresentanti del mondo della cultura
come Gilberto Floriani (Capitale del Libro 2021), delle professioni come Rosario De Luca (Presidente
Nazionale Fondazione Studi Consulenti del lavoro), delle Imprese come Alfio Pugliese (Commissario
Straordinario Camera di Commercio di Crotone), delle Pro Loco come Antonello Grosso La Valle (Consigliere
Nazionale Unpli). A questo, si aggiungono le vive testimonianze di chi nella terra di Calabria ha già messo in
atto quelle buone pratiche di cui fare tesoro: Giovanni Macrì (Sindaco di Tropea Borgo dei Borghi 2021),
Rosaria Succurro (Sindaco di San Giovanni in Fiore), Carmine Lupia (Presidente dell’Associazione Cammino
Basiliano ed ideatore-fondatore del modello Valli Cupe). Ed ancora, un apporto significativo verrà da coloro
che operano nelle Istituzioni, come Marcello Manna (Presidente Regionale Anci Calabria), Carmen Barbalace
(Dirigente settore Centri Storici, Borghi e Beni Culturali della Regione Calabria) e Anna Laura Orrico (già
Sottosegretario per i Beni Culturali). Le conclusioni saranno affidate al Presidente Nazionale dell’ANPIT,
Federico Iadicicco.

«Riteniamo – scrive in una nota il presidente ANPIT Calabria Francesco Catanese – le risorse del PNRR e della
nuova programmazione comunitaria 2021-2027 destinate ai Comuni per rilanciare i borghi una vera occasione
per la reale e attesa rigenerazione, dal punto di vista economico, sociale e culturale. Tutti auspichiamo cittadine
più accoglienti, con più servizi, turisticamente più attrattive. I luoghi sono da valorizzare e promuovere per
l’invidiabile ricchezza del patrimonio naturale e culturale, per i prodotti tipici e le tradizioni, per le bellezze del
territorio. Ma ad oggi ci troviamo dinanzi paesi spopolati, abbandonati dai tantissimi che avrebbero anche voluto
impegnarsi per innovare e creare futuro. Potrebbero divenire finanche habitat ideale per viaggiatori e nuovi
residenti, per un turismo sostenibile e destagionalizzato. Ma (quasi) tutto rimane fermo. Queste borgate sono
caratterizzate oggi da popolazione prevalentemente anziana e da un tasso d’invecchiamento più elevato rispetto
al resto del territorio. Una Calabria sempre più vecchia ma immersa in contesti naturali singolari. Il volontariato
e l’associazionismo sembrano così gli unici sostenitori di tali territori. Ed in tutto questo è veramente difficoltoso
per le amministrazioni locali in carenza di organico qualificato permettersi di elaborare nuovi progetti. Ci
auguriamo che il reclutamento di nuove professionalità nella PA possa mitigare questa problematica. Altresì
non si possono dimenticare, in tutto questo, le molte buone pratiche avviate da tanti Sindaci volenterosi, e da
alcuni comuni come Tropea, che attraverso un percorso virtuoso, diventano, un vero e proprio “brand”
richiamando visitatori da tutte le parti del mondo.
La decisione del Governo di impegnare un’importante somma da destinare alla riqualificazione del patrimonio
immobiliare -anche attraverso moderne tecniche biocompatibili, unito a decisi sforzi per la creazione di
infrastrutture indispensabili ancora inesistenti o inadeguate (banda larga, servizi efficaci, collegamenti veloci
ed economici), è un nitido incoraggiamento per invertire queste tendenze. La sensibilità delle giovani
generazioni, se opportunamente aiutata ed orientata, potrebbe coglierne l’occasione. Ad esempio, una nuova
scommessa per queste aree è rappresentata anche dal moltiplicarsi dello smart working, oltre che dalle
Università a distanza (vedi l’esperienza di “South Learning” di Belmonte Calabro). Tutto questo potrebbe
permettere a migliaia di conterranei finalmente di tornare nella terra natia. Naturalmente, non parliamo di
processi “automatici”, tuttavia molto dipenderà da noi, dalla capacità, dalla volontà e dalla determinazione della
classe politica di effettuare scelte precise in questa direzione.
È inoltre di primaria importanza aggiornare costantemente un piano per la riqualificazione del patrimonio
storico, artistico e architettonico dei piccoli centri per contrastare le ormai prevedibili conseguenze. È anche
indispensabile mettere mano finalmente ad una vera tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica,
fonte di grande sofferenze soprattutto nella stagione estiva.
Ecco allora la proposta: creare un vero e proprio Sistema Calabria Futura in cui tutti gli attori confluiscano,
indipendentemente dalle appartenenze, verso la medesima direzione. Perché lo scopo è comune: contribuire
all’implementazione di percorsi effettivamente “sostenibili”, che siano “generativi” di vero benessere
economico, di impatti rispettosi dell’ambiente e socialmente inclusivi e coesivi, per le nostre comunità
territoriali, per l’intero paese e soprattutto per garantire opportunità alle generazioni future.

L’ANPIT su questo e su tutto ciò che può portare la Calabria ad esser sempre più unita al resto d’Europa, vuol
fare fronte comune, vuol fare sinergia, lavorare assieme agli altri appassionati dello sviluppo, per offrire il suo
contributo con l’umiltà che la contraddistingue, ma con grande determinazione».