AUGURI SMURRA (FNA) A PRESIDENTE OCCHIUTO

METTERE FINE A 12 ANNI DI DISASTRI E DIRITTI NEGATI

07 OTT, CORIGLIANO-ROSSANO – 12 anni di disastri, disagi e disservizi; di presìdi territoriali svuotati di competenze, professionalità e strumenti e della possibilità di garantire il diritto alla salute per le comunità che vi orbitano intorno, sono troppi per essere ancora disattesi. Sulla questione sanità regionale non si può perdere ulteriore tempo; dovrà essere – così come è stato detto – al primo posto di tutte le emergenze da aggredire. A partire dalla fine di quel Commissariamento che non ha fatto altro che relegare la nostra terra agli ultimi posti delle classifiche.

È quanto dichiara Mario Smurra, vice segretario nazionale della Federazione Nazionale Agricoltori (FNA) complimentandosi per lo straordinario consenso ottenuto ed augurando buon lavoro al neo Governatore Roberto Occhiuto, all’intero consiglio regionale della Calabria ed ai rappresentanti di questo territorio che dovranno farsi carico di questa priorità nelle priorità.

Un augurio speciale – aggiunge Smurra – sentiamo di rivolgerlo anche alle donne che in numero record siederanno a Palazzo Campanella.

Siamo compiaciuti – continua il vicesegretario nazionale FNA – che nell’agenda di governo, come egli stesso ha messo in evidenza più volte sia in campagna elettorale sia dopo il risultato delle regionali e nelle sue prime dichiarazioni, il neo Presidente abbia sin da subito richiesto al Ministro Roberto Speranza un incontro, a dimostrazione che la questione sanitaria regionale e nello specifico la necessità del superamento della lunga fase di commissariamento, occupi un posto di primo piano.

Da uomo delle istituzioni e cittadino di questa terra – aggiunge Smurra – siamo certi che il Presidente Occhiuto saprà dare risposte ai territori affamati di sanità e restituire loro la dignità che meritano. L’auspicio è che la gente non venga più mortificata, dovendo emigrare altrove per ottenere cure e prestazioni e che la Calabria della buona sanità, a portata di tutti, quella che forse l’Italia non si aspetta, diventi presto realtà.