19 OTT, COSENZA – Sculture in ceramica, OVO lavora alla messa in relazione e
riattivazione di contemporaneità e tradizione tra mestieri e discipline di diversi saperi che vanno
soprattutto dall’arte al design e viceversa. Si tratta di una modalità italiana che affonda le sue
radici fin dai suoi albori quando le arti erano indistinte, perché conviventi e conniventi alla
costruzione della società. (…). Così facendo OVO ci dice, com’è giusto che sia, non solo che tutte
le arti sono contemporanee, ma che lo sono anche tutte le tecniche e saperi a metafora della
convivenza umana.
Sono, queste, le parole di apprezzamento che lo storico dell’arte Giacinto Di Pietrantonio destina al
brand di art design che si nutre della sinergia e dell’estro dei creativi Maurizio Orrico ed Enrica
Vulcano, tra i protagonisti del numero di ottobre del prestigioso magazine di arredamento, arte e
design AD – Architectural Digest.


Villa della Quercia, l’arte dell’ospitalità secondo Reveria Studio. È, questo, il titolo dello speciale
dedicato alla riqualificazione di una delle nove ville che punteggia i terreni del resort Mandarin
Oriental, sul Lago di Como e che tra elementi dall’eleganza moderna e dettagli storici si
impreziosisce di un complemento d’arredo Made in Calabria: il Ceramic New Vase.
Un tratto, un linea, una sfera. Esiste un mondo dei sensi dove i confini non esistono, un mondo
dove l’arte è design, dove la fruizione è bellezza. Il Mondo di OVO. Forme misure oggetti che
distorcono spazio e tempo fino a raggiungere quella perfezione che i mortali chiamano bellezza.
Nulla è catalogabile, forse fotografabile, forse proponibile, ma certamente mai severamente
definibile. OVO è l’irragionevole perfezione della bellezza.
OVO è un marchio di Art Design che nasce dalla sinergia di Maurizio Orrico ed Enrica Vulcano. Il
primo, artista visuale, usa come strumenti la fotografia analogica e digitale, la scultura,
dell’installazioni e della video art. La seconda, laureata in design alla NABA, la Nuova Accademia di
Belle Arti, è ben presto entrata in contatto con Maurizio divenendo sua assistente e collaboratrice,
e seguendolo nella realizzazione di numerosi progetti.
Tra questi, ARCHILEO, che trasforma e rifunzionalizza senza rinunciare all’identità, in un pezzo
unico, una carriola da muratore in una elegante e comoda poltrona.
Con Archileo – ha detto Di Pietrantonio – OVO trasforma una carriola da muratore in una elegante
e comoda poltrona, pezzo unico. Un incontro che avviene anche nel nome che danno all’opera
Archileo, ancora un acronimo o una crasi che mette insieme i nomi di Archimede e Leonardo.
L’ultima opera di OVO continua su questa linea, rileggendo la tradizione delle teste di moro di
ceramiche, trasformate da oggetti di solo artigianato in sculture uniche. Un’opera-operazione
condotta da un lato togliendo figuratività, rendendole monocromatiche e, dunque, in un certo
senso astratte; dall’altro sul piano plastico-scultoreo inventando nuove forme e narrazioni: marine,
musicali, cinematografiche, poetiche.