A 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, la Calabria con l’esperienza imprenditoriale e familiare guidata dall’agrichef, Enzo Barbieri, è protagonista dell’esperimento culturale di reinterpretazione della cucina di quel tempo che Dante Alighieri non seppe apprezzare.

Scritto a 4 mani da Luca Lattarini e Guido Stecchi, edito dall’Accademia delle 5T, il volume è stato presentato, nei giorni scorsi, nel corso della speciale edizione del Vinitaly, nello spazio dedicato agli incontri e agli approfondimenti che hanno visto protagonista lo stesso ambasciatore della Calabria straordinaria, Enzo Barbieri. Polpettine con le erbe minute in brodo di cavolo. È la ricetta di pagina 43, preceduta dalla presentazione della famiglia Barbieri, da oltre 50 anni modello di accoglienza, affacciato sulla Città d’Arte di Altomonte, tra i Borghi più belli d’Italia e promotore di quella cucina autentica che esalta tradizioni, prodotti della terra, cultura contadina e turismo esperienziale.

La citazione culinaria a Dante, in occasione dei 700 anni dalla sua scomparsa, segue quella dedicata a Leonardo Da Vinci. È il secondo libro di una collana, dedicata a ricette storiche proposte da cuochi e pasticceri in modo, il più possibile fedele al loro tempo e molto buone, oltre che interessanti, anche per i gusti di oggi.

“Un ricettario per celebrare Dante, parco nel mangiare e severo con i golosi – si legge nella sinossi del volume – non è così paradossale perché il sommo poeta è il padre della lingua italiana e i codici gastronomici del suo tempo rappresentano un esercizio di studio straordinario per l’evoluzione dei diversi volgari fino all’emergere come lingua italiana del toscano di Dante. Ma non solo, Dante è un testimone del suo tempo e il racconto della storia non può prescindere dal cibo, bisogno primario ma pure fonte di piacere e prestigio politico”.