Anticipo a 63 anni con la quota contributiva

27 OTT, ROMA –  “Permettiamo ai lavoratori del sistema misto di andare in pensione a 63 anni con la quota contributiva maturata fino ad oggi, e diamo loro al compimento dei 67 anni, l’età ordinaria di vecchiaia, la parte retributiva”.

Questa secondo è Beppe Grillo la “proposta semplice, equa e sostenibile che potrebbe mettere d’accordo tutti sul tema pensioni”, come ha scritto il fondatore del M5s sul suo blog, sottolineando che “la soluzione a questo dilemma c’è, ed è molto semplice, ed è stata proposta anche dall’INPS recentemente”. “Sono un genio incompreso, purtroppo, e per questo voglio condividere con voi una proposta semplice, equa e sostenibile che potrebbe mettere d’accordo tutti sul tema pensioni”, esordisce Grillo in un post, sottolineando che “dal 1996 il sistema pensionistico del nostro paese è di tipo contributivo, ovvero: si va in pensione con i contributi maturati”.

“Prima era di tipo retributivo, in media più generoso, si andava in pensione sulla base delle ultime retribuzioni percepite a fine carriera, sicuramente più alte (a volte anche artificialmente aumentate a fine carriera…). Il problema del sistema pensionistico oggi – continua – è rappresentato dal sistema misto: cioè lavoratori con il modello retributivo e quello contributivo, un problema che avremo fino al 2035”. Illustrando la sua proposta, Grillo la definisce “una scelta che farebbe felici quelle persone che vogliono flessibilità, che hanno necessità o voglia di andare in pensione prima, perché subiscono mobbing, perché sono stanchi, perché fanno un lavoro pesante e non sono in grado di arrivare a 67 anni. Ma – aggiunge -farebbe felice anche la sostenibilità finanziaria: infatti i lavoratori andrebbero in pensione anticipata con quello che hanno maturato. Si combinerebbe dunque umanità e sostenibilità finanziaria. L’anticipo pensionistico infatti non penalizza definitivamente quei lavoratori, perché avranno la parte retributiva, come previsto, a 67 anni”.

   Ai giovani “pienamente nel modello contributivo, dobbiamo pensare di dare una pensione di garanzia domani. Noi abbiamo provato con la pensione di cittadinanza a buttare giù il primo seme: una soglia, 780 euro, al di sotto della quale, non si considera una pensione dignitosa. Basterebbe rimuovere l’ISEE dalla pensione di cittadinanza e avremo la pensione di garanzia individuale”. È questa l’altra proposta del fondatore del M5s, Beppe Grillo, oltre al riscatto gratuito della laurea, per dare ai giovani “un giusto incentivo, per studiare, ma allo stesso tempo tutelarli rispetto al fatto che entrano più tardi nel mercato del lavoro”. Invitando a porsi “anche dalla parte dei giovani lavoratori di oggi che andranno in pensione fra qualche decennio”, Grillo evidenzia che “loro hanno come unico sistema il modello contributivo e con le loro carriere a volte instabili, intermittenti, precarie, e per il fatto e per fortuna, che studiano e si laureano, entrano nel mercato del lavoro più tardi, in media, rispetto ai propri genitori”.
    “Iniziamo da loro quindi – aggiunge – e scopriremo che possiamo risolvere un problema pensionistico migliorando la vita ai giovani con due interventi (che cosa meravigliosa!)”, appunto la pensione di garanzia e il riscatto gratuito della laurea.
    “Risolviamo quindi un problema ai giovani, oggi, che allo stesso tempo costituisce una riforma pensionistica – conclude Grillo -: un vero e proprio anticipo pensionistico per domani!”.