Più controlli sui percettori di reddito di cittadinanza. Per le pensioni quota 102 solo per il 2022. Queste le novità, emerse dalla cabina di regia in vista del Consiglio dei ministri di oggi che dovrebbe dare l’ok alla manovra di bilancio.

Da quanto si è appreso da fonti di governo, dovrebbero essere confermati  i saldi previsti dal documento programmatico di bilancio, con misure in deficit per 23,4 miliardi di euro, pari all’1,245% del Pil.

Sul nodo pensioni, sempre secondo quanto si è appreso, si andrebbe verso quota 102 ma soltanto per un anno, il 2022. Allo stesso tempo, verrebbe istituito un fondo per traghettare i lavoratori penalizzati dai nuovi requisiti. Stretta anche sul fronte reddito di cittadinanza. Previsti più controlli per limitarne la concessione per chi non ne ha diritto e una progressiva riduzione dell’assegno, a partire dal secondo rifiuto di una proposta di lavoro. Una decisione, questa, che non dispiace al Movimento 5 stelle, che si è, però, riservato di valutare “l’equilibrio complessivo” delle modifiche alla misura.

La cabina di regia avrebbe affrontato anche il tema superbonus. Si andrebbe verso una proroga di sei mesi dello strumento al 110% per le villette unifamiliari, ma con un tetto Isee molto stringente, che potrebbe attestarsi a 25 mila euro. In manovra, inoltre, non dovrebbe essere prevista nessuna misura sul cashback, che verrebbe cancellato. Le risorse a copertura dello stesso, 1,5 mld, saranno destinate alla riforma degli ammortizzatori sociali per cui vengono stanziati 3 miliardi in tutto.

Per ciò che concerne la previdenza, dopo il fallimento dell’incontro tra governo e sindacati, il Pd ha chiesto di proseguire il dialogo con parti sociali su pensioni e fisco. Quota 102, solo per il 2022, messa sul tavolo dal premier, Mario Draghi, e dal ministro, Daniele Franco, sarebbe considerata una mediazione accettabile da parte di tutte le forze di maggioranza, compresa la Lega,  lasciando uno spiraglio di dialogo anche con il sindacato.

Il taglio delle tasse da 8 miliardi, per il quale verrà creato un fondo, sarà concentrato sulla riduzione del cuneo fiscale. Il tutto dovrà essere inquadrato all’interno della riforma dell’Irpef che impatterà sul fisco familiare. L’obiettivo è di non penalizzare il ceto medio e di ridurre le tasse per le famiglie. Previsto anche il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax e il taglio dal 22% al 10% dell’Iva su prodotti assorbenti per l’igiene femminile.    

L’intervento per il taglio delle tasse sarà accompagnato da un fondo da un miliardo per far fronte ai rincari di luce e gas. Per la copertura si ricorrerà a uno dei due miliardi già destinati dalla Nadef alla riforma del fisco, ai quali si andrebbero ad aggiungere altri 7 miliardi per il taglio delle tasse.

Sul fronte delle politiche sociali, il congedo di paternità di 10 giorni viene reso strutturale. Per la sanità arrivano altri 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. Nuove risorse sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia.     

Nuove risorse anche per gli enti locali per finanziare asili nido e manutenzione delle strade, e viene incrementato il Fondo per il Trasporto Pubblico Locale. Aumenta anche la dotazione del Fondo di Finanziamento per l’Università e per la Scienza e viene creato un nuovo fondo per la ricerca applicata. Le borse di studio per gli specializzandi in medicina vengono portate in via permanente a 12.000 l’anno. Arriva, infine, la proroga fino a giugno dei contratti a tempo determinato stipulati dagli insegnanti durante l’emergenza Covid-19.