Dal 31 ottobre non sarà più in servizio ‘attivo’ presso l’Università della Calabria il professor Domenico Saccà, ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni e decano dell’ateneo. Nei giorni scorsi, il rettore dell’Unical, Nicola Leone, ha voluto ufficializzare il passaggio di consegne con il nuovo decano, Giacinto Bagetta, ordinario di Farmacologia e responsabile della sezione di Farmacologia preclinica e traslazionale del dipartimento di Farmacia e scienze della salute e della nutrizione.

Una cerimonia simbolica che ha voluto sottolineare il forte contributo che il professor Saccà ha dato all’ateneo calabrese e all’interno territorio.

“Mimmo Saccà è il padre dell’informatica calabrese – ha affermato il rettore –. Se oggi il campus è il centro di quella che viene raccontata come la Silicon Valley calabrese, per l’alta concentrazione di aziende che operano nei settori dell’Ict, è soprattutto per merito suo. Saccà ha formato diverse generazioni di ingegneri informatici calabresi, che si sono fatti valere in Italia e all’estero. Molti dei suoi allievi – continua Leone – insegnano e fanno ricerca qui all’Unical e in altri atenei. Ha proposto e diretto numerosi progetti di ricerca e collaborato con tantissime aziende, favorendone la crescita e stimolando anche investimenti sul territorio regionale”.

Originario di Catanzaro, Domenico Saccà è arrivato all’Unical per la prima volta nel 1976, presso il Centro di Calcolo, da poco istituito in ateneo. Capo – progetto nel 1979 dell’area Ricerca del Crai, Consorzio per la ricerca e applicazioni in informatica che aveva sede a Rende, ha poi trascorso gli anni ’80 e ’90 a cavallo tra l’Italia e gli Stati Uniti, come visiting researcher in California e Texas, dove si stava compiendo la rivoluzione informatica. Nell’82 è stato ospite, per quasi un anno, presso il laboratorio di Ricerca di San Jose dell’Ibm, che aveva da poco rilasciato il suo primo personal computer. E tra l’85 e il ’90 ha fatto la spola tra la Calabria e il centro di ricerca Microelectronics and Computer Technology Corporation di Austin, dove si iniziava a parlare di intelligenza artificiale.

Nel 1987, era diventato ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni all’Unical, ateneo che era nato con una spiccata propensione all’innovazione e che già disponeva nei suoi laboratori di sistemi d’avanguardia. Non meraviglia quindi il fatto che l’Unical sia stata tra i primi in Italia ad aprire il corso di laurea in Ingegneria informatica, introdotto nel Paese nel 1989, su spinta soprattutto di Domenico Saccà. Ed è stato uno studente Unical il primo laureato d’Italia del corso appena nato: Francesco Buccafurri, allievo di Saccà, e oggi ordinario dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove ha contribuito alla nascita di un’altra scuola di ingegneria informatica. Dalla scuola di Saccà,  provengono, tra gli altri, l’attuale rettore dell’Unical Nicola Leone, i professori ordinari Sergio Greco e Luigi Palopoli, Francesco Scarcello, Gianluigi Greco, Pasquale Rullo, Sergio Flesca, Giovambattista Ianni.

Per quanto riguarda la ricerca, il professor Saccà ha pubblicato oltre 250 articoli su riviste scientifiche. I suoi contributi spaziano dalla teoria delle basi di dati alla sicurezza informatica, passando per lo studio di linguaggi basati sulla logica e la modellazione e analisi di processi aziendali. Nel 2006 ha fondato il Centro di competenza Ict-Sud, consorzio pubblico-privato che raggruppa oltre 60 soggetti operanti nell’Ict e di cui è stato è stato amministratore, ricoprendo la carica di presidente, fino a luglio 2021. Tra i numerosi incarichi istituzionali ricoperti all’Unical, ricordiamo quello di prorettore vicario dal 2017 al 2019.