“Il Covid-19 ha nutrito il profilo del turista – esigente, ma necessitano decisioni e programmazioni più consapevoli”. È quanto afferma il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, alla luce del Regional Tourism Reputation Index dell’istituto di ricerca per il 2021.

688 milioni le pagine indicizzate, quasi 7 milioni di like e follower sulle reti social, poco più di 50 milioni le recensioni conteggiate e ben 450 mila le strutture ricettive osservate. I numeri generati dalle regioni italiane per costruire la reputazione turistica delle destinazioni e sintetizzati dal Regional Tourism Reputation Index per il 2021, giunto al suo quinto anno consecutivo, parlano chiaro. Visibilità e interesse dei portali turistici istituzionali regionali, loro social appeal presso gli stakeholder i punti di forza, insieme a popolarità, fiducia, tendenze di ciascuna destinazione turistica regionale nel complesso e la reputazione del sistema ricettivo. “Da questa edizione – si legge nel report – aumenta la numerosità dei social monitorati. Nello specifico, è stato rilevato il dato quantitativo degli iscritti al canale istituzionale youtube di promozione turistica, in quanto definitivamente disponibile per tutte le destinazioni regionali osservate”. La classifica generale è stilata sulla base di alcuni indicatori e variabili osservate che attraverso un sistema di definizione dei punteggi offre una graduatoria delle performance: appeal dei portali turistici, posizionamento online, popolarità sul web, valutazione dei servizi di ospitalità.

Nel medagliere, spicca in vetta, del Trentino-Alto Adige, seguito da Toscana ed Emilia Romagna che soffia il podio alla Sicilia. Alla Liguria, il primato della migliore performance rispetto al 2020. A livello di immagine social, riferita alla promozione turistica, il Trentino-Alto Adige ottiene la visibilità più rilevante, con una dote complessiva di oltre 1,4 milioni di like e follone, conteggiati dalle pagine ufficiali di instagram, facebook, twitter e youtube. Più che meritevole di attenzione anche l’interesse suscitato dalle pagine istituzionali delle Marche, con 111,6 punti e 560 mila seguaci e dalla Toscana con 108,4 punti e 808 mila apprezzamenti. 

Fin qui, le destinazioni che hanno messo in campo una strategia più incisiva. Sul versante opposto, a non investire ancora adeguatamente sulle reti sociali, si confermano Molise, in coda, con 90,8 punti con appena 5,4 mila like e follower rilevati, Campania con 90,9 punti e 14,5 mila supporter e, infine, la Calabria con  91,4 punti e 32,6 mila seguaci.

Le tre le destinazioni più ricercate d’Italia: Toscana con 53,4 milioni di pagine indicizzate che ottiene il massimo punteggio (117,2 punti) nella classifica dell’indicatore “Ricerca della destinazione”; Emilia-Romagna (116,0 punti) e Lombardia (113,0 punti) rispettivamente con 52,1 milioni e 48,8 milioni di pagine indicizzate. Piazzamento al di sopra dei 100 punti anche per Veneto (112,1 punti) con 47,8milioni di risultati, Piemonte (111,6 punti) con 47,2 milioni di risultati, Lazio (105,9 punti) con 40,9 milioni di risultati, Liguria (104,6 punti) con 39,5 milioni di risultati, e, infine, Trentino-Alto Adige (101,0 punti) con 35,5 milioni di risultati”. Unica regione del sud la Sicilia (101,5 punti) con 36,1 milioni di risultati.      

E sull’indice della popolarità della destinazione sul web che le regioni del Sud salgono in classifica. Il podio appartiene alla Toscana (133,5 punti) che fa il bis, seguono con risultanti altrettanto interessanti: Sardegna (114,8 punti), Sicilia (112,3 punti), Calabria, (107,3 punti), Liguria (104,8 punti) e, infine, Puglia (101,7 punti)”. 

Alla Basilicata, con Matera città dei sassi e Capitale Capitale Europea della Cultura nel 2019, spetta il primato del “sistema ricettivo più apprezzato”, con 108,1. La regione del sud ha ottenuto il maggior numero di recensioni totalizzante e di valutazioni positive sul totale delle strutture rilevate. I canali monitorati sono stati: TripAdvisor, Booking, Expedia e Google Travel. Rispetto all’anno precedente, passa dal terzo al secondo posto, il Trentino-Alto Adige con 106,3 punti. La Liguria, conquista il terzo posto (105,4 punti) lasciandosi alle spalle il penultimo del 2020. Salgono di posizione, anche Puglia (104,3 punti) e Veneto (104,1 punti), conquistando, per quanto riguarda il sistema ricettivo, rispettivamente, il quarto e il quinto posto.

L’analisi particolareggiata dell’apprezzamento dell’offerta ricettiva si muove dal presupposto che i consumatori tendano ad avere maggiore fiducia nelle loro decisioni quando si accorgono che una destinazione è caratterizzata da un insieme rilevante di recensioni dei viaggiatori e di “quotazioni” positive sull’offerta ricettiva. E’ la strategia del passaparola che oggi si muove sul web: più recensioni e valutazioni positive richiamano più attenzione verso un determinato luogo.

“Demoskopika, quindi, – si legge nella nota – nel tentativo di approfondire l’analisi sulle principali dinamiche che caratterizzano la costruzione della “reputazione turistica” a livello regionale, ha realizzato una ricerca nella quale si è voluto evidenziare, partendo dal monitoraggio di alcuni parametri essenzialmente di natura quantitativa, il grado di attenzione della “comunità di fruizione turistica” nei confronti dell’offerta promossa dalle regioni italiane”. In questa direzione, è stato creato uno stimatore ad hoc, il Regional Tourism Reputation Index (Rtr), in grado di prospettare e valutare gli andamenti aggiornati degli orientamenti, dei comportamenti e delle richieste di informazioni online da parte degli utenti del web, turisti potenziali e reali.

“L’emergenza pandemica – afferma il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha alimentato, come benzina sul fuoco, il profilo del turista-esigente, sempre più alla ricerca di una destinazione con un’offerta credibile. In questa direzione, la reputazione turistica di un territorio si nutre costantemente di un flusso continuo di informazioni, positive o negative, condivise principalmente sul web. Il turista reale o potenziale – continua Rio – non è più un soggetto passivo da bombardare con comunicazione, marketing e messaggi ma, al contrario, sceglie la destinazione in relazione al costante interesse esperienziale generato sulla rete dai visitatori. L’offerta turistica italiana – conclude Rio – paga lo scotto di una eccessiva frammentazione tra tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati alla programmazione del settore. Tuttavia sono numerosi ancora gli attori istituzionali a non comportarsi di conseguenza, a non assumere decisioni maggiormente consapevoli”.   

Il sud e in particolar modo la Calabria rimangono indietro rispetto a quel mondo e mercato del turismo che segue dinamiche ormai globalizzate, influenzato da motivi contingenti e che ha bisogno di continui aggiornamenti ma soprattuto d’investimenti che partono dai territori ma viaggiano sui canali della comunicazione. Il turismo ha oggi bisogno di grosse iniezioni di capitali, di investimenti, non bisogna più farlo in maniera amatoriale, occasionale, superficiale ed è un settore portante che necessita di una professionalizzazione spinta. Necessita una strategia regionale che agisca su più livelli e con una visione di sistema. L’investimento maggiore e imprescindibile è quindi quello in competenza, la determinazione e la consapevolezza d’investire in formazione e alta formazione, abilità trasversali come armi con cui rispondere alle sfide del futuro. Un mercato che deve lavorare con strategie, testare, valutare e utilizzare in maniera adeguata anche tecnologie e innovazione che non solo anticipano il futuro ma lo disegnano, lo costruiscono.

Fabrizia Arcuri

Maria Cristina Saullo