Diamante e Capistrano candidate a Capitale della Cultura 2024. Due ‘’Perle’’ calabresi, la prima in provincia di Cosenza, la seconda nel vibonese, che hanno fatto della bellezza e della cultura i loro punti di forza. ‘’Diamante 2024. La Storia ha un futuro brillante’’, ‘’Capistrano, la cultura ci ripopola’’ due titoli emblematici che rispecchiano tutto il lavoro svolto dalle due cittadine che puntano in alto, guardando ad una Calabria vera, inclusiva, con scorci suggestivi e ricchi di storia.  Una candidatura, quella di Capistrano, che offre una visione d’insieme, posta al centro di un’area periferica che offre all’Italia nuovi modelli di coinvolgimento culturale. Capistrano, infatti, ha una storia che proietta nell’arte dell’impressionismo francese. Nella Chiesa Madre, si trova un affresco raffigurante il battesimo di Cristo, che alcuni studiosi attribuiscono a Renoir. Capistrano si propone dunque, come un luogo di esperimenti e di creatività culturale tra diverse forme d’arte, quali musica, teatro, danza, fotografa e letteratura. Intanto, nella suggestiva cornice del Santuario di San Francesco a Paola, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del dossier di candidatura di Diamante. Obiettivi: accoglienza e inclusività, coesione sociale, creatività, innovazione, benessere individuale e collettivo. Ecco perché la scelta come Presidente onorario del comitato che sostiene la candidatura, della senatrice a vita, Liliana Segre, già cittadina onoraria del centro tirrenico. L’idea di fondo che regge il progetto è che i vari elementi che compongono il patrimonio culturale di questo luogo, il paesaggio, la storia, le tradizioni, le occorrenze architettoniche, debbano essere considerate come le diverse componenti di un unico presente. A sostenere entrambe le candidature e a lanciare un messaggio positivo e di impegno da parte del nuovo esecutivo regionale il neo governatore, Roberto Occhiuto, presente a Paola alla presentazione del dossier di Diamante: “Queste candidature rappresentano l’intero territorio calabrese, ecco perché ci assumiamo la responsabilità istituzionale di questi due grandi progetti. È la Calabria che si candida attraverso Diamante e Capistrano a Capitale della Cultura in Italia. Noi abbiamo una notevole necessità quella di raccontare, anche attraverso un’azione di governo migliore, un’altra Calabria. Una Calabria alla quale fa schifo l’ndrangheta ma non la ritiene un’alibi per non fare null’altro. Raccontare questa Calabria si può fare con le parole ma funziona poco, si può fare invece con la cultura che è presidio di storie sedimentarie, è funziona molto di più. Questo governo regionale assegnerà grande importanza ai giacimenti che ci sono sui territori perché sono attrattori di sviluppo economico e sociale. Noi abbiamo, pertanto, la necessità di comunicare non tanto la bellezza dei luoghi o dei patrimoni paesaggisti ma abbiamo la necessità di comunicare la ricchezza culturale di cui questa terra è ricca ma che pochi conoscono nel resto del Paese e nel mondo. Serve passione per cambiare questa Calabria, è la cambieremo attraverso il lavoro di tutti, delle parte attive di un territorio, dalle istituzioni alle associazione, all’università e a quei tanti calabresi che vogliono dimostrare al resto dell’Italia e al mondo che c’è una Calabria che il Paese non si aspetta”.

Maria Cristina Saullo / Fabrizia Arcuri