Due giorni intensi di visite nelle aziende dell’olivicoltura regionale, passeggiate tra alberi secolari, esperienze di confronto con i produttori, degustazioni dell’olio appena molito, valorizzazione del territorio. E’ la sintesi dell’Ulivo Day che in Calabria, promosso dal Movimento Turismo dell’Olio presieduto da Antonino Anastasi, ha fatto registrare un grande successo di pubblico che si è lasciato coinvolgere dalle proposte messe in campo sul territorio regionale dalle aziende del movimento. 

Giorni dedicati alla scoperta degli affascinanti paesaggi di quel grande mosaico naturalistico ed agricolo che dallo Stretto fino al Pollino registra piante millenarie che custodiscono la storia olivicola della Calabria e che ha accolto con esperienze diffuse le tante famiglie, scolaresche, singoli e gruppi di appassionati che hanno scelto di approfondire la conoscenza delle cultivar, ammirare i frantoi nel pieno della lavorazione, partecipare alla raccolta delle olive, incontrare i produttori e scoprire le storie che animano i custodi della biodiversità olivicola calabrese. 

«La risposta dei calabresi e dei turisti che sono arrivati in Calabria per vivere i nostri appuntamenti ci fa ben sperare – è il commento del presidente di Mto Calabria, Antonino Anastasi – Siamo sulla strada giusta per valorizzare il territorio, la conoscenza delle cultivar regionali ed il lavoro dei produttori custodi di questo immenso patrimonio agricolo che si tramanda da generazioni». 

Pic nic e merenda tra gli ulivi secolari, escursioni in bici, degustazioni in azienda, visita a vecchi frantoi, confronto sulla coltivazione biodinamica dell’Evo sono solo alcune delle esperienze che hanno animato i territori da Limbadi a Lamezia Terme, da Monterosso Calabro a Maida per un appuntamento che ha segnato un punto di svolta per il neonato movimento del turismo olivicolo. 

 «Con questo evento abbiamo rilanciato il tema del turismo sostenibile attorno a una identità alimentare che fa parte della storia della Calabria. Esperienze, accoglienza, economia ecocompatibile con la vocazione agricola della nostra regione sono gli assi attorno ai quali vogliamo costruire una grande stagione che veda gli olivicoltori e le aziende dell’olio protagonisti di una nuova strategia di marketing territoriale diffuso – ha aggiunto Anastasi – Accrescere poi la conoscenza delle specie autoctone, mostrare i processi di lavorazione dell’olio, incontrare i consumatori finali e valorizzare il territorio sono per noi fondamentali per spiegare ai consumatori la qualità delle nostre produzioni, la fatica che serve per arrivare ad un prodotto che spesso è biologico e diventa un alimento insostituibile per magiare sano».