L’infermiera: ‘Era imminente, non potevano andare in ospedale’

08 NOV, BOLOGNA – “Lei vedeva tutto e mi guidava, è stata con me tutto il tempo.

Io avevo già partorito due volte, ma questa è stata pazzesca.

Se non avessi chiamato il 118 il bambino non sarebbe vivo. Mi hanno salvato la vita, quella del bambino e anche la mia. Senza l’infermiera non so come andava a finire”. È il racconto di Laila Driouch, la donna che sabato sera ha partorito a Bentivoglio (Bologna) sui sedili della sua macchina, con l’assistenza di un’infermiera della centrale operativa del 118, in videochiamata. Ora la donna è ricoverata e lei e il neonato stanno bene.
    “Mi sono vestita per andare in ospedale, abitiamo vicino – ha detto – ma quando sono arrivata in cortile ed ero vicino alla macchina ho sentito che c’era qualcosa che non andava, stavo per partorire. Allora ho chiamato al 118 ed è stata attivata la videochiamata. Voglio ringraziare quest’infermiera che mi ha detto tutto quello che dovevo fare: ‘Sali in macchina, togliti i vestiti, sdraiati sui sedili, come fare per evitare che il bimbo cadesse a terra”.
    Tutto è durato “cinque minuti scarsi”, ha raccontato l’infermiera, Elisa Nava. “In meno di tre minuti la signora ha rotto le acque, è riuscita a stendersi e il bambino è uscito con una sola spinta. Ha pianto immediatamente, il problema era scaldarlo perché era quasi mezzanotte. Ho chiesto a lei e al marito di farmi vedere in che condizioni era. La cosa principale è stato far capire ai genitori che il parto era imminente e non era il caso di partire in macchina”. Per l’infermiera “è la seconda volta quest’anno che mi succede una cosa del genere, in entrambi i casi i bimbi stanno bene”.