Esser ritornato da visitatore, da viaggiatore ed anche un pò forse da guida turistica in questa importante e grande nuova città, la terza più grande della Calabria, custode di un patrimonio storico, culturale ed identitario di elevato livello e di una prospettiva di sviluppo futuro tutta da costruire e svelare mi ha veramente emozionato.

È quanto ha affermato il prefetto, Domenico Bagnato, già commissario prefettizio negli anni scorsi del neo-istituito comune di Corigliano – Rossano a seguito del referendum e della legge regionale di fusione, incontrando amici e conoscenti nel corso della ricca due giorni di visite in provincia di Cosenza. Insieme al prefetto, una nutrita delegazione di membri del Circolo di Società, il più prestigioso, esclusivo e antico di Reggio Calabria, presieduto da Francesco Meduri.

Ho rivissuto i momenti più intensi e impegnativi trascorsi alla guida dell’organo commissariale – ha continuato il prefetto Bagnato – che ha avuto l’onore di rappresentare per traghettare le comunità di Corigliano – Rossano alla loro prima esperienza elettorale e democratica unitaria”.

Dal Teatro Comunale di Cosenza, dedicato al pianista Alfonso Rendano e affacciato sulla piazza XV Marzo, la piazza più ampia del centro storico bruzio, l’unico Teatro di Tradizione della regione Calabria, a Corigliano – Rossano con le tappe al Castello Ducale, tra i più belli e meglio conservati del Meridione, al Codex Purpureus Rossanensis, il manoscritto onciale greco del VI secolo, unico al mondo nel suo genere, uno dei sette codici miniati orientali esistenti nel mondo, tra i più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento conservatisi; fino al Museo della Liquirizia, icona insieme alla storica Fabrica della plurisecolare impresa culturale e familiare Amarelli. E ancora dall’agriturismo Il Mulino di Anna Aversente a Corigliano-Rossano al tempio regionale dell’enogastronomia esperienziale ed identitaria della Famiglia Barbieri nella Città d’arte di Altomonte.

“Dalla Sila allo Jonio alla Valle dell’Esaro – si legge in una nota – le diverse destinazioni scelte dagli speciali ospiti reggini alla scoperta dei principali marcatori identitari distintivi ed eccellenze agroalimentari della provincia e della Sibaritide hanno rappresentato una bella pagina di turismo di prossimità ma anche un importante segno di riconoscenza da parte di chi, nella sua autorevole funzione istituzionale, è stato accolto ed ospitato da questo territorio in uno dei momenti cruciali della sua storia”.