«Salutiamo con soddisfazione la decisione con cui il Consiglio dei Ministri ha nominato il neo governatore della Regione, Roberto Occhiuto, commissario della sanità calabrese».

Lo affermano in una nota i presidenti dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro, Giovanna Cavaliere; di Crotone, Giuseppe Diano; Vibo Valentia,  Stefano Moscato.

«Dopo oltre dieci anni di commissariamento affidato ad “estranei”– aggiungono i tre presidenti  –  che hanno provocato ulteriori danni alla già barcollante sanità regionale, finalmente la gestione del comparto torna in mani alla politica regionale. La decisione, anche da noi ampiamente auspicata, fa ben sperare. Per la Calabria si tratta un  “nuovo inizio sanitario” destinato a sancire in via definitiva, anche dopo la nomina della Giunta resa nota ieri sera, il fallimento dell’epopea commissariale in favore di una logica che tenga, finalmente, conto delle reali esigenze delle popolazioni e dei territori».

Cavaliere, Diano e Moscato, inoltre, si dicono convinti che «il desiderio del governatore Occhiuto di imprimere un cambio di passo alla Calabria, accompagnato dalla sua esperienza politico – istituzionale, maturata nelle diverse postazione fino ad ora occupate, favoriranno il percorso di crescita del settore e la valorizzazione di tutte le sue risorse, umane e strutturali».

Cambio di passo, ma anche volontà di sinergia e lavoro di squadra.

Le Opi di Catanzaro, Crotone e Vibo, nel formulare al governatore e neo commissario della Sanità Roberto Occhiuto «convinte felicitazioni per il conseguimento dei brillanti risultati che riuscirà ad ottenere in favore della Calabria tutta»  si dicono sin d’ora disponibili «alla più ampia e proficua collaborazione istituzionale nell’ambito di un processo che, coinvolgendo tutti gli attori aventi a cuore le sorti della regione, anteponga in primari interessi dei cittadini».

E gli infermieri sono pronti a fare la loro parte. «Siamo sicuri – concludono Cavaliere, Diano e Moscato –  di non rimanere delusi. Non c’è tempo da perdere.  Rimbocchiamoci le maniche, recuperiamo il tempo perduto con il commissariamento e, tutti insieme, rilanciamo la nostra Sanità».