“Il comparto delle telecomunicazioni in Calabria – spiegano dalla segreteria regionale della Slc Cgil, con le federazioni di categoria Fistel Cils e Uilcom Uil e le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil – occupa circa 15mila addetti, 15mila persone fortemente preoccupate degli scenari che si prospettano in termini occupazionali a causa dell’assenza di una visione industriale del Governo, tenendo conto della specifica situazione societaria di Tim, azienda leader e strategica nel settore”, scrivono i sindacati. Da qui la richiesta di un incontro con il presidente della Regione Calabria per aprire un tavolo permanente di settore per lo sviluppo e la tutela della sana e buona occupazione

Tim – si legge in una nota stampa – rappresenta la più grande azienda del paese nel settore delle Telecomunicazioni. In Calabria occupa direttamente oltre mille addetti, generando contestualmente occupazione, tra appalti ed indotto, per altri 5mila lavoratrici e lavoratori calabresi. Va poi considerato il tema specifico della “rete unica” nel suo complesso come asset strategico che interessa non solo il settore delle telecomunicazioni ma l’intero universo produttivo. I ritardi strutturali, manifestati con l’avvento della pandemia sulla connettività sia fissa che mobile, il paradosso del digital divide – spiegano i sindacati – sono temi che consideriamo debbano avere grande attenzione all’interno delle politiche industriali della Calabria, considerato, in particolare, che i temi della digitalizzazione e le risorse destinate, sono il fulcro centrale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.