Con l’autore, hanno dialogato, Gianni Guido General Manager di Mec, l’editore Michele Falco e l’economista Federico Carli, presidente dell’associazione Guido Carli. L’incontro, è stato moderato dall’avvocato, Manuela Borgese, vicepresidente dell’associazione Aicel.

 Secondo Gianni Guido “Non tutte le crisi vengono per nuocere. Il periodo di lockdown ha costretto i piccoli imprenditori a rivedere le proprie strategie aziendali ed a ricercare soluzioni per la sopravvivenza. Quindi, ben si coniuga la presentazione del libro di Francesco Napoli con l’iniziativa messa in campo dal Mec, Mercato delle eccellenze di Calabria, che si può dire costituisca quasi un nuovo miracolo economico per alcune aziende aderenti. Pensare come gruppo e non individualmente, ha consentito, nel post pandemia, alle quasi 100 aziende del Mec di affrontare nuove sfide puntando sulla qualità”.

L’iniziativa è servita anche a rafforzare il legame del professor, Federico Carli con il Mec e le aziende associate, per intraprendere iniziative e percorsi legati alla internazionalizzazione.

Per l’editore Michele Falco: “Si tratta di un libro in cui Francesco Napoli non si lamenta ma propone strategie e idee concrete per il rilancio del Paese che provengono dalla voce del mondo produttivo, la voce delle PMI”, mentre secondo l’autore, Francesco Napoli “Il lavoro lo crea l’impresa e in Italia lo creano soprattutto le Piccole e Medie Imprese, quelle che hanno contribuito in maniera determinante a fare la storia industriale di questo paese. Stiamo vivendo non in un’epoca di cambiamenti, ma nel cambiamento di un’epoca che coinvolge l’impresa e i suoi processi. Appare centrale oggi inquadrare una nozione d’impresa coerente con i tempi, che tenga conto delle trasformazioni in atto. L’imprenditorialità di qualunque tipo e ad ogni livello rappresenta il più potente propulsore della crescita economica. Piccola e media industria non vuol dire micro – realtà perennemente in affanno, piccole botteghe di un piccolo mondo antico. Noi non siamo i simpatici perdenti della globalizzazione, noi siamo spesso gli unici giocatori grazie a cui la squadra Italia, il Sistema-Paese, può vincere nel campo di gioco della globalizzazione!. L’Italia è un Paese in perenne rincorsa. Siamo in ritardo sul Next Generation Eu, nelle articolazioni con le quali viene declinato in Italia da Recovery Fund a Recovery Plan. Siamo in affanno sulla digitalizzazione del Paese, la formazione, la scuola. Anni di governi e maggioranze provvisorie, combinati a un’azione politica che vive di effimeri consensi, stanno rendendo sempre più inefficace l’azione della macchina amministrativa. Una colpevole disattenzione alla burocrazia”.

Per l’economista Federico Carli, “dobbiamo essere grati a Francesco Napoli e all’editore Falco per la pubblicazione di questo libro, non solo perché emergono proposte concrete in una fase molto difficile per l’economia italiana per uscire dalla crisi senza cedere alla rassegnazione ma, soprattutto, perché la lettura di questo libro impone una riflessione sulle ragioni che hanno consentito all’Italia di crescere a ritmi senza precedenti durante il primo vero miracolo economico e le ragioni che invece hanno portato a questa stagnazione, dagli anni 90 ad oggi, costellata da due recessioni cui si è aggiunta poi la terza che abbiamo attraversato nel 2020. Questo libro ci obbliga a riflettere sulle ragioni che hanno consentito all’Italia di crescere a questi ritmi negli anni 50 e 60 e che hanno portato alla crisi. Tra tutte le questioni economiche che si possono individuare e che Francesco Napoli coglie nel suo libro, l’attenzione si sposta su aspetti meta economici. Il tema è probabilmente culturale perché negli anni del dopoguerra, dopo la caduta del fascismo, sono emerse culture alternative forti che hanno dato vita ad un confronto vivace, aspro ma che erano portatrici di una visione del mondo diversa che ha portato ad un fermento e ad un dibattito tra intellettuali, cittadini, professionisti e da questo confronto critico sono nate scelte giuste che hanno consentito alla capacità innovativa e alla creatività degli imprenditori italiani da un lato e allo spirito di sacrificio e alla capacità di lavoro dei lavoratori italiani dall’altro di combinarsi e di trasformare nell’arco di venti anni il nostro paese. Negli anni 90 è probabilmente venuto meno questo confronto di idee, affievolendosi fino al conformismo di oggi. Si è persa la capacità di ragionare, si è perso il pensiero critico senza il quale non ci può essere progresso. Per questo il libro di Francesco Napoli e il lavoro che compie l’editore Falco è di grandissima importanza perché ci impone di tornare a ragionare criticamente sulla nostra società e sulla nostra economia, sulle prospettive che il paese può e deve avere per tornare a crescere e a dare una prospettiva di futuro alle giovani generazioni. Si tratta di riacquistare il coraggio di tornare a pensare.”