La legge di bilancio del 2018 ha attribuito all’autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente (Arera) il compito di regolare anche il settore dei rifiuti. La stessa ha, quindi, avviato un procedimento per introdurre un nuovo sistema tariffario in materia di ciclo dei rifiuti, anche quelli differenziati.

Il comune di Castrolibero si è adeguato alle nuove normative, rispondendo ai parametri richiesti e ai principi di equità e sostenibilità, tenendo conto anche delle esigenze dei cittadini. L’aumento delle tasse, a cui negli ultimi giorni in molti fanno riferimento, non risponde dunque alla realtà dei fatti. È doveroso e necessario, quindi, fare chiarezza in maniera dettagliata e con dati alla mano.

“Con la delibera 443 del 2019 – si legge in una nota di Annamaria Buono, consigliera delegata ai tributi del Comune di Castrolibero – Arera fissa il metodo tariffario dei rifiuti (Mrt) che in sintesi dice che: la tariffa sui rifiuti deve coprire tutti i costi del servizio, compresi quelli di smaltimento che, in questo momento storico, in cui si sente molto il peso della carenza impiantistica nel Sud Italia, hanno raggiunto livelli elevatissimi. Oggi i rifiuti della Calabria vengono smaltiti prevalentemente fuori regione e addirittura fuori nazione, con costi che sono passati dai precedenti 170,92+ Iva euro/ton agli attuali 295,54+Iva euro/ton, diventando di fatto una voce ad incidenza elevata sul costo totale del servizio.

Per determinare il costo del servizio, Arera individua un percorso che inizia dalla redazione da parte dei singoli gestori, di un piano economico finanziario (Pef) che ora deve essere redatto secondo il metodo tariffario dei rifiuti (Mrt) fissato dall’Autorità. Nel nostro comune i soggetti che gestiscono il servizio dei rifiuti sono tre e ciascuno deve redigere il proprio PEF. I quali, poi, concorrono alla redazione del Pef finale che deve essere validato dall’Ente Territoriale Competente: l’Ato. È evidente che ormai le procedure per il calcolo del costo del servizio sono bene inquadrate secondo schemi dettati da Arera.  È importante, inoltre, – si legge ancora nella nota – soffermarsi su un ulteriore concetto affermato da ARERA, sul quale si basa l’introduzione di questo nuovo metodo tariffario: “chi più inquina, più paga”! Si è reso necessario, quindi, anche per il Comune di Castrolibero, adeguare il calcolo delle tariffe comunali ai nuovi parametri e metodologie previsti da Arera, compresa l’introduzione della tariffa “binomia”. Ricordiamo che fino allo scorso anno, la Tari veniva calcolata solo sui metri quadrati dell’abitazione piuttosto che dell’attività commerciale. Pertanto ci si trovava in situazioni in cui una famiglia composta da sole 2 persone si trova a dover pagare una Tari pari a quella di una famiglia di 5 o 6 persone che abita in una casa di uguale superficie. Va da sé che due persone non producono rifiuti per quanto ne produce una famiglia più numerosa. Ed ancora, utenze non domestiche (ad esempio un ufficio di ingegneria con uno studio di 100 mq) pagano la stessa tariffa di un’altra utenza che opera nel settore alimentare o della ristorazione che produce molti più scarti da avviare a recupero e smaltimento.

Il nuovo calcolo della tariffa, per come previsto nel regolamento approvato durante il consiglio comunale del 31 luglio 2021, da tutti consiglieri di maggioranza e opposizione presenti ad eccezione di un solo voto contrario, va nella direzione dell’equità secondo il principio della proporzionalità, fermo restando il principio di copertura dell’intero costo del servizio calcolato secondo quanto indicato dall’Autorità. La nuova tariffa Binomia si calcola sulla base di due parametri, uno fisso ed uno variabile. La parte fissa prende come riferimento i metri quadrati dell’abitazione, la parte variabile il numero di componenti del nucleo familiare. Per quanto concerne, invece, le utenze non domestiche, la parte variabile viene calcolata in funzione dello schema di riclassificazione delle utenze che da 5 sono passate a 30 con indici più elevati per le categorie “più inquinanti” per produzione di rifiuti. Mi preme sottolineare, però – sottolinea Buono – che le percentuali di raccolta differenziata per il nostro comune hanno raggiunto punte dell’80%, percentuali che ci permettono di classificare i cittadini di Castrolibero come molto virtuosi e dediti in maniera attenta alla raccolta differenziata dei rifiuti. E ciò gli è valso più volte il riconoscimento da parte di Legambiente come comune riciclone.

Il 2021 ha segnato il momento di inevitabile adeguamento alla normativa nazionale e non poche sono le attenzioni che l’amministrazione ha prestato a quelle famiglie e attività commerciali che vengono da un lungo periodo difficile determinato anche dalla emergenza sanitaria mondiale. Da regolamento, infatti, una serie di riduzioni vengono riconosciute: alle utenze non domestiche che avviano al riciclo i rifiuti in modo autonomo; riduzioni ed esenzioni per le utenze domestiche che avviano i propri rifiuti organici al compostaggio; agevolazioni per utenze domestiche disagiate. Inoltre, per quelle attività commerciali che hanno subito un calo di fatturato nel periodo della pandemia, anche per chiusure forzate durante il lockdown, sono previste d’ufficio delle riduzioni sia sulla parte fissa che su quella variabile.

Il risultato finale è che famiglie composte da 1 o 2 componenti si trovano un importo da pagare minore rispetto gli anni precedenti, come le utenze non domestiche classificate “meno inquinanti” e famiglie con nuclei familiari più importanti, e attività commerciali che hanno una elevata produzione di rifiuti, che troveranno una differenza in aumento rispetto gli anni passati.

Tutto questo quindi non solo ha permesso a Castrolibero di adeguarsi alla normativa nazionale, seguendo una governance di buone prassi ma di rendere le tasse più eque e proporzionate!

Il prossimo passaggio – afferma la consigliera – andrà nella direzione della Tariffa Puntuale che adotta un sistema di calcolo della tariffa rifiuti (TARI) legato alla reale produzione degli stessi di ogni singola utenza. Non si basa più solo sui metri quadrati dell’immobile e sul numero di occupanti, ma anche sulla qualità della differenziata e la quantità di rifiuti non riciclabili prodotti da ciascuna utenza. La tariffa puntuale permetterà di ribaltare il concetto da “chi più inquina più paga” in “chi meno produce rifiuti, meno paga” e ciò garantirà una tassazione ridotta”.