“Per quanto riguarda l’andamento dell’ozono – si legge in una nota stampa – alcuni parametri ne influenzano l’accumulo in modo tale da presentare il superamento dell’obiettivo a lungo termine, nel periodo tardo primaverile – estivo. Ad attestare questa tendenza è la stazione di monitoraggio di Mammola che nel Piano di valutazione regionale riveste un particolare ruolo di sentinella della qualità dell’aria in Calabria. Nessun superamento delle emissioni di ozono per quanto riguarda, invece, i limiti previsti per la soglia di informazione e la soglia di allarme: l’andamento dell’inquinante su base temporale giornaliera garantisce, anche nei picchi orari più sensibili, i parametri stabiliti dalla legge per la protezione della salute umana.

Nel confronto dei dati 2020 con il 2019 è emerso che in Calabria, i dati sugli inquinanti, sia quelli principali rilevati dalla rete regionale di monitoraggio che quelli secondari riscontrabili attraverso le analisi di laboratorio, – si legge ancora nella nota –  hanno registrato una significativa diminuzione della concentrazione media in corrispondenza del periodo di lockdown”. La limitazione del traffico, la drastica riduzione delle attività commerciali e produttive- tra questi anche quella dei porti e degli aeroporti- hanno avuto un vero e proprio effetto di mitigazione particolarmente efficace, grazie al carattere universale, oltre ai confini geografici, del lockdown.

“Attraverso le agenzie ambientali, le istituzioni di ricerca, incluse quelle del settore sanitario – ha affermato il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra- si possono individuare, sotto l’egida dell’Ispra, le migliori strategie anche per mitigare gli effetti del clima sulla qualità dell’aria”. Secondo il direttore scientifico dell’Arpacal, Michelangelo Iannone, “sulla base dell’esperienza di altre agenzie, emerge l’opportunità di riuscire ad integrare l’attuale monitoraggio degli inquinanti con dati ancora più dettagliati circa le sorgenti emissive. Una specifica attività di monitoraggio delle emissioni sugli aeroporti – continua Iannone- così come sul traffico portuale e stradale, all’interno del settore trasporti, e delle attività produttive, ci consentirebbe di elaborare valutazioni di impatto sempre più dettagliate alla realtà regionale e supportare la pianificazione in modo coerente alla sostenibilità ambientale”.