L’uomo, condannato più volte in Italia per reati collegati alla criminalità organizzata e ritenuto a capo di una cosca, è stato definito “una grave minaccia per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera”. La Fedepol ha ricostruito gli spostamenti del soggetto, che nel 2016 e 2017 ha lavorato regolarmente nel cantone presso un’attività, collegata al settore immobiliare. L’uomo era stato, però, condannato quattro volte per reati commessi in tre cantoni, Vaud, Neuchatel e Vallese, e già attenzionato in quanto sospettato di essersi recato in Svizzera per ramificare il sodalizio criminale e infiltrarsi nel tessuto economico locale. Per tali motivi, e viste anche le condanne per ‘ndrangheta emesse dalla magistratura italiana, il tribunale svizzero ha ritenuto “di interesse pubblico e legittimo” l’allontanamento ed il divieto d’ingresso del soggetto.