L’uomo era irreperibile dal 14 settembre scorso quando le fiamme gialle, su ordine della Dda di Reggio Calabria, portarono a termine in Calabria, Sicilia, Piemonte, Puglia, Campania, Lombardia e Valle d’Aosta l’operazione Crypto, per l’emissione di 57 ordinanze di custodia cautelare, 43 in carcere, tra cui quella a carico di Marigliano, e il resto ai domiciliari.

Il giovane, è stato catturato dai carabinieri della compagnia di Paola nell’abitazione della compagna, ad Amantea.Gli inquirenti lo ritengono uno stretto collaboratore e persona di fiducia di Francesco Suriano, nipote dello storico boss di Amantea, Tommaso Gentile. La Direzione distrettuale antimafia di Reggio, ritiene che il gruppo amanteano farebbe parte di presunti narcos che smisterebbero fiumi di droga lungo la costa del Tirreno cosentino.

L’inchiesta Crypto avrebbe fatto luce proprio su una “struttura che gli inquirenti hanno definito allora “complessa” e dall’organizzazione aziendale, che sarebbe stata capace di importare nel nostro paese grossi quantitativi di cocaina e di smistarla grazie alla disponibilità di mezzi e strumenti dedicati. Un’attività che sarebbe avvenuta sotto l’egida delle più importanti cosche di ‘ndrangheta del reggino”.