“Quella degli ex amministratori è diventata ormai una vera e propria litania. Giorno dopo giorno continuano a dipingersi come mancati salvatori della patria rispetto ad un elenco interminabile di problemi storici ed epocali della Calabria, dell’Italia e del mondo, tutti a quanto pare in capo all’ex giunta Pirillo e che oggi rischierebbero di rimanere irrisolti. Dai secolari ritardi infrastrutturali e di sviluppo alla pandemia, dalla storica emergenza sanitaria al dissesto idrogeologico fino all’abbandono dei centri dell’entroterra: per completare il quadro apocalittico mancano soltanto il rilancio del progetto dell’aeroporto di Sibari, l’accelerazione dei lavori del nuovo Ospedale della Sibaritide e magari anche qualche soluzione per il cambiamento climatico globale. Siamo arrivati al ridicolo”.

È quanto dichiarano Katia Pellegrino e Domenico Romano, già consiglieri comunali del Gruppo Nuova Longobucco esprimendo anzi tutto solidarietà al commissario prefettizio Domenico Giordano, per la costante, strisciante, grave delegittimazione dell’istituzione cittadina messa in atto con dichiarazioni ed affermazioni irresponsabili da quanti, pur avendo rivestito ruoli di rappresentanza democratica e di governo, lamentano senza alcun fondamento improbabili vuoti amministrativi ed un inesistente rallentamento di tutte le questioni, le problematiche e le procedure lasciate in eredità dalla decaduta amministrazione comunale.

Se è questo – continuano – il senso delle istituzioni, della politica e del governo della cosa pubblica di chi fino a qualche settimana guidava il nostro comune siamo ancora più convinti di aver fatto, insieme agli altri colleghi consiglieri, sia nei modi che nei tempi la scelta più giusta e necessaria per il bene della comunità. Questi signori non potevano stare un giorno in più alla guida della città. Nel merito, in particolare, della citata strada di Macrocioli, così come ci è stato confermato anche nell’ultimo incontro proficuo con il commissario prefettizio, tra l’ente comunale e provinciale è in corso – riferiscono gli ex consiglieri – una interlocuzione per definire tutte le azioni di intervento. Analogo confronto è in atto – proseguono – tra il comune e la Protezione Civile regionale per l’ottenimento di ulteriori mezzi spazzaneve e spargisale a supporto della piccola flotta provinciale.

Poteva essere fatto di più e prima? Forse sì. Ma questa è una domanda che soprattutto gli ex amministratori dovrebbero porre a se stessi.

Così come per le luminarie di Natale che sono ridotte o assenti non per lo scioglimento anticipato del consiglio comunale ma per la precedente riduzione dei relativi fondi di bilancio, determinata e formalizzata dalla passata giunta, non certo dai consiglieri dimissionari. Nel prendere atto, infine, che l’ex sindaco Pirillo sarebbe addirittura impegnato adesso, non si sa a che titolo, per la stabilizzazione dei corsisti sulla cui vicenda sarebbe doveroso da parte di tutti evitare ogni forma di strumentalizzazione, chiediamo all’ex assessore Serafino Greco – concludono Pellegrino e Romano – di spiegare pubblicamente alla cittadinanza quali “documenti e pratiche inerenti l’attività amministrativa svolta”, come egli stesso ha dichiarato in una recente intervista, avrebbe consegnato perché ed a che titolo al commissario, atteso che – chiosano i rappresentanti de La Nuova Longobucco – se si tratta di documenti istituzionali, questi sono per definizione pubblici e, nel rispetto del principio di trasparenza, sono nella disponibilità eventuale di tutti i cittadini, a maggior ragione dell’attuale vertice amministrativo, senza alcuna possibilità che vengano consegnati all’ente da privati cittadini”.