Con l’invio da parte del Mipaaf del disciplinare di produzione, nella stesura finale, per la pubblicazione dello stesso nella Gazzetta ufficiale, un altro obiettivo importante è stato raggiunto dal mondo agricolo calabrese. Al termine del periodo previsto in cui ogni persona fisica o giuridica, avente un interesse legittimo e residente sul territorio nazionale, ha facoltà di fare opposizione alla domanda di registrazione, sarà possibile la successiva trasmissione a Bruxelles per l’esame comunitario e la pubblicazione definitiva sulla Guce, la Gazzetta ufficiale della Comunità europea.

Il Consorzio del Cedro di Calabria, ente richiedente della Dop, è consapevole dell’importanza del marchio europeo e del suo ruolo per l’economia agricola del territorio calabrese. 

“Un ringraziamento particolare – si legge in una nota stampa – va all’assessore regionale alle politiche agricole, Gianluca Gallo e al Direttore del dipartimento, Giacomo Giovinazzo, per l’affiancamento e il supporto ricevuto in questo periodo di forte interlocuzione con il Mipaaf, così come al ministro, Stefano Patuanelli, e al sottosegretario Francesco Battistoni sensibili alla richiesta di riconoscimento, e alla senatrice Fulvia Caligiuri sempre impegnata nella valorizzazione della cedricoltura.

L’ottenimento del marchio Dop – si legge ancora nella nota – permetterà al territorio dove è coltivato il cedro la replica di un modello produttivo tipicamente italiano che fa perno sulla qualità, sulla distintività e sulla valorizzazione dei prodotti tipici e dei saperi locali.

In Italia c’è da segnalare la funzione strategica che le Dop svolgono sui territori, in termini di sviluppo e di coesione sociale. Proprio durante la pandemia è stato infatti potenziato il ruolo delle denominazioni di origine protetta grazie al lavoro svolto dai Consorzi di tutela che hanno ricoperto un ruolo cruciale nel sostenere le criticità del comparto e delle singole imprese con azioni di solidarietà e impegno mirate.  In questo contesto, a breve anche il cedro potrebbe beneficiare del marchio Dop, uscendo quindi dall’anonimato e proponendosi al mercato come prodotto certificato della Riviera dei Cedri, le cui caratteristiche qualitative sono strettamente legate ai fattori ambientali ed umani delle località di provenienza. L’adozione della certificazione europea di denominazione di origine protetta, potrebbe costituire un grande traguardo per tutto il territorio, in quanto marchio “esclusivo” di qualità che distingue e protegge il nostro Cedro, garantendo al produttore un vantaggio competitivo sul mercato e, al consumatore, informazioni precise sulla qualità, sull’origine e sull’elevato standard qualitativo del prodotto”.