15 DIC, LUNGRO – L’Arcivescovo di Atene Ieronymos riceve Virgilio Avato, un arbëresh di Calabria, rappresentante della Assemblea Interparlamentare Ortodossa per i Rapporti con le Istituzioni Cattoliche. Virgilio Avato, di ritorno da Corfù dove ha partecipato ai lavori della Segreteria Generale della Assemblea Interparlamentare Ortodossa, in qualità di Delegato per i Rapporti con le Istituzioni Cattoliche, lunedì 13 dicembre è stato ricevuto dall’Arcivescovo di Atene Ieronymos nel Suo ufficio nella Sede del Santo Sinodo. Avato che da decenni si occupa di dialogo fra Cattolici ed Ortodossi e che è stato l’artefice dello storico viaggio del Patriarca Ecumenico Bartolomeo all’Eparchia di Lungro e ai paesi arbëreshë della Calabria del settembre 2019, ha riferito che l’Arcivescovo l’ha accolto parlando in arvanitico, la lingua che unisce gli Arvaniti e gli Arbëreshë. Avato sostiene, attraverso i suoi viaggi in Grecia da diplomatico e studioso, quindi con esperienze acquisite sul campo, da decenni sostiene che gli Arbëreshë sono i discendenti degli Arvaniti che dopo la caduta di Costantinopoli (1453) si trasferirono nell’Italia Meridionale, in quella che era stata la Magna Graecia prima ed il Thema di Calabria durante l’Impero Bizantino poi. Lo stesso, a sostegno di questa sua tesi, ricorda i tanti grecismi presenti nella loro lingua arbërisht, i molti cognomi greci, Lascaris, Schillizzi, Stratigò, Chinigò ecc. ed i loro canti tradizionali che ricordano la Morea (il Peloponneso) dove sono sepolti i loro cari e Koroni dove hanno dovuto lasciare tutto: vetem Krishtin sultim me ne : solo Gesù Cristo abbiamo portato con noi. Avato e tutti i cattolici di rito bizantino dell’Italia Meridionale sarebbero felici di accogliere nei loro paesi arbëreshë l’Arcivescovo di Atene Ieronymos che essendo Arvanita lo sentono molto vicino. Facciamo presente che è un vero miracolo che gli Arbëreshë, dopo oltre cinque secoli e le tante persecuzioni, mantengano inalterato il loro amore verso la Madre Chiesa e celebrino le loro liturgie in lingua greca e seguendo il typicon di Costantinopoli! Speriamo che anche questo sogno del nostro amico Virgilio Avato si avveri!