Sabato 18 dicembre alle ore 16:30 in Corso Umberto I, 91: si rafforza la presenza in provincia del sindacato agricolo guidato da Giuseppino Santoianni, che ospiterà il convegno “Agricoltura 4.0 e Giovani: opportunità per la Calabria”.

17 DIC, COSENZA – Da 45 anni l’Associazione Italiana Coltivatori rappresenta a Cosenza un punto di riferimento per le esigenze del mondo agricolo e i servizi a 360 gradi offerti. Quasi mezzo secolo fa fu proprio Giuseppino Santoianni, oggi presidente nazionale di Aic, ad aprire la prima sede provinciale. Oggi quella storia si rinnova nel segno della continuità rispondendo alle sfide di modernità che l’agricoltura contemporanea impone. L’inaugurazione della nuova sede provinciale, prevista per sabato 18 dicembre alle ore 16:30 in Corso Umberto I, 91 alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, sarà il momento anche per discutere a più voci sull’agricoltura 4.0 e l’ingresso sempre più importante dei giovani in uno dei settori di economia sostenibile più trainanti per il comparto regionale. 

La pandemia ha di sicuro modificato il paradigma di riferimento dell’agricoltura. Gli agricoltori sono stati un vero punto di riferimento produttivo durante il lockdown che ha interessato il paese, continuando a lavorare e non facendo mai mancare la genuinità e la continuità distributiva dei prodotti della terra.

Ma il dato più eloquente che questa pandemia ci consegna è che al sud, Calabria compresa, si è rafforzata la migrazione di ritorno di molti lavoratori da remoto attratti dal fascino del Mezzogiorno e dai costi di vita più contenuti. Secondo Svimez nel 2020 sono almeno 45mila i lavoratori che si sono spostati verso sud dalle imprese del centro nord. Dati che permettono, implementando un’attenta programmazione, di poter costruire nuove opportunità per la Calabria, anche nella gestione dei fondi assegnati dal Recovery Plan alla regione. 

Nel quadro di una agricoltura di qualità e che sa cogliere le sfide moderne l’Aic ha inteso riflettere anche sui dati di una agricoltura sempre più giovane. Quasi il 6% in più di giovani con meno di 35 anni nel 2020 ha deciso di cimentarsi in campo agricolo. «Un risultato – afferma Giuseppino Santoianni – importante anche rispetto ad altri settori che hanno patito maggiormente la crisi pandemica e dimostra la resilienza del settore come punta di diamante di uno sviluppo sostenibile e compatibile con le sfide del prossimo futuro della Calabria. Dati che vanno inquadrati in una programmazione che deve vedere le associazioni del mondo agricolo coinvolte a pieno titolo nella realizzazione di un piano strategico che rafforzi le filiere regionali».

La presenza dei giovani in agricoltura consente di avere più consapevolezza sulla gestione sostenibile delle risorse, guardando alla multifunzionalità delle aziende in sinergia con il territorio. Basti pensare che dagli ultimi dati dell’Istat si registra il 32,5% delle esportazioni in più nel settore agroalimentare della Calabria nei primi nove mesi del 2021. Cresce di pari passo anche la riscoperta del turismo di prossimità e legato alla scoperta del cibo dei coltivatori calabresi, che ha già registrato un boom di presenze, anche straniere, nella scorsa estate e fa consolidare il trend in crescita con prenotazioni già per la prossima stagione.