17 DIC, SCALEA – Turismo e agricoltura. Enogastronomia e accoglienza. Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) con gli istituti alberghieri per la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Questo, in sintesi, l’humus del workshop online: “Tipicità a tavola e turismo lento in Calabria. Una proposta di PCTO unico per gli istituti alberghieri”, organizzato dall’Associazione ARCA, in collaborazione con ITS Elaia Calabria e ITS Iridea. Un tavolo di lavoro, inserito nel ricco programma della tre giorni Master Arca Calabria, arrivato alla sua IV edizione, che ha avuto come parola chiave: formazione. Parterre d’eccezione, i cui attori principe sono stati gli istituti professionali del settore della ricettività e dell’ospitalità alberghiera, i referenti dei: due Parchi nazionali, Pollino, Sila, Parco delle Serre, i Gal (Gruppo d’Azione Locale) dei vari territori calabresi, i Consorzi di tutela per le DOP e le IGP e poi l’ANPAL Servizi (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro), la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), Federalberghi e il Comune di Scalea, come capofila del Distretto del cibo Tirreno cosentino ‘Riviera dei Cedri’.

Dopo i saluti di Angelo Napolitano, presidente di Arca, che ha ringraziato i partecipanti per aver raccolto l’invito a partecipare ad: “Un’iniziativa, volta al confronto di idee per proporre uno sviluppo sostenibile e concreto attraverso la condivisione e la costruzione di una rete reale che mira a valorizzare le eccellenze del territorio attraverso i giovani in formazione. Ma – ha aggiunto Napolitano – soprattutto a dare ai ragazzi degli istituti alberghieri la possibilità di vivere sul campo ‘il come fare’, come utilizzare i prodotti tipici, come raccontare attraverso lo storytelling i territori”.

Moderati dalla giornalista, Fabrizia Arcuri, padrona della materia, la tavola rotonda virtuale si è sciolta in un connubio di idee che hanno coinvolto i giovani in un mondo innovativo. Una Calabria diversa. Una terra dalle mille sfaccettature che deve puntare sui prodotti tipici e la loro valorizzazione, sul turismo, l’accoglienza e i che sappiano puntare sui servizi di qualità e innovativi. Ecco che nasce il confronto anche con le Federazioni dei cuochi, dei pasticcieri, sommelier, per condividere azioni e quella visione di una Calabria migliore, di una Calabria che sia in grado di raccontare bene e promuovere le sue eccellenze.

“Nei prossimi cinque anni – ha affermato Felicia Cinnante – la Calabria si gioca l’ultima possibilità di riscatto. Il turismo, legato all’enogastronomia e alla cultura deve necessariamente essere professionalizzato. Bisogna puntare alla valorizzazione delle tipicità – ha continuato Cinnante -. A tal fine, gli ITS possono fare molto educando giovani tecnici specializzati nel settore, con un titolo presto equiparato ad una laurea breve. In tal senso – ha asserito il presidente della Fondazione ITS Iridea – le aziende possono svolgere un ruolo fondamentale. Le stesse, devono puntare sui ragazzi, investire sulla loro qualificazione professionale. Solo creando una filiera, potremo ambire ad un rilancio vero della Calabria. Dobbiamo unirci e interagire per raggiungere obiettivi ambiziosi”.

Dal canto suo, Michele Capalbo, direttore della Fondazione ITS Elaia Calabria, ha insistito sulla parola ‘collaborazione’. “C’è la necessità di realizzare progetti virtuosi attraverso sinergie e cooperazione. Serve – ha sottolineato Capalbo – fare massa critica per costruire un PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) unico da proporre alle scuole alberghiere a regia degli ITS di riferimento. Ricercare il giusto connubio tra l’utilizzo delle materie prime di eccellenza regionali, la degustazione e la conoscenza delle stesse attraverso, anche, la riscoperta dei territori e delle loro peculiarità. Questo vuol dire – ha sottolineato – fare capire cosa significa ‘prodotto di qualità’ esaltando le caratteristiche che lo differenziano dagli altri, essere in grado di riconoscere i sapori ma anche le loro proprietà organolettiche. Fare scoprire attraverso il gusto la storia dei territori e rendere questi prodotti davvero protagonista. Ad esempio, riuscire ad utilizzare la liquirizia, così come il cedro, il bergamotto in pasticceria non soltanto come elemento coreografico, ma come ingrediente portante dei dolci da proporre, perché solo così si fa valorizzazione e si riesce a proporre l’unicum Calabria ai turisti.

Col suo intervento l’Assessore all’Agricoltura e Risorse agroalimentari, ha evidenziato quattro parole chiave: formazione, cooperazione, promozione, innovazione. Capisaldi di un modello di sviluppo futuro. “Si tratta di elementi, fondamentali per affrontare le sfide che ci attendono insieme ad una classe dirigente giovane che comprende il valore e la cultura dei propri territori, unita all’accoglienza e alle capacità professionali”. La Calabria – ha sottolineato Gallo – è la regione con maggiore superficie agricola a biologico d’Italia e la sesta in Europa, siamo la terra con maggiore biodiversità del Paese, tanti i prodotti a marchio DOP e IGP, è la terra della Dieta Mediterranea. Ed ha continuato: “Su questo che dobbiamo puntare, convinti che la promozione del territorio passi attraverso la promozione dei prodotti, come Regione, stiamo riservando grande attenzione alla promozione con investimenti rilevanti. Va da sé che la sinergia con tutti gli attori protagonisti di questi mercati, a partire proprio dalla scuola e quindi dalla formazione, è di vitale importanza”.

L’obiettivo degli organizzatori, e condiviso da tutti i partecipanti, è riuscire, attraverso una coprogettazione e coprogrammazione, a porre in essere azioni che incidano realmente sui territori valorizzando le produzioni tipiche, le quali diventano marcatori identitari dei luoghi che ne sono depositari. Il tutto, al fine di raccontare una terra ricca e variegata che trova nelle proprie radici e nelle tradizioni e nei grandi patrimoni materiali e immateriali di cui è ricca, lo stimolo e il movente per imporsi nei mercati del turismo, dell’agricoltura e dell’enogastronomia. E mira a promuovere e costruire percorsi virtuosi che puntano, soprattutto, sulle proprie risorse umane e sulla loro professionalizzazione, per offrire servizi e qualità.