“Con Gianfranco Fini potrei dialogare, usare lo stesso linguaggio, pur da posizioni diametralmente opposte. Perché quello di Fini è un linguaggio che ha un substrato cultural-politico, seppur diverso dal mio”. Sono le parole di Andrea Camilleri in occasione di una sua intervista sull’Unità. Forse il linguaggio cultural-politico che Gianfranco Fini ha saputo interpretare e rappresentare, sarebbe ancora oggi attuale, in una politica ormai priva di contenuti, una politica che oggi è una semplice parola  e niente più. Gianfranco Fini che oggi compie 70 anni, fu scelto da Giorgio Almirante per realizzare e sdoganare la Destra Missina, traghettandola da forza di opposizione a forza di Governo e che prima ancora da segretario del Fronte della Gioventù, riuscì  a rimettere in piedi il movimento giovanile dal quale, seppur con posizioni diverse e a volte con contrapposizioni decise, uscì fuori la classe dirigente di Alleanza Nazionale, molti di questi dalla Calabria dove il fondatore di Alleanza Nazionale fu anche consigliere comunale nel 1993 nella città di Reggio Calabria. Forse oggi, in questo momento storico, al Paese servirebbe ancora (eccome), Gianfranco Fini, che sarebbe un autorevole candidato alla Presidenza della Repubblica . Un Gianfranco Fini che, come ricorda uno che lo conosce molto bene, Italo Bocchino, nel suo messaggio di auguri lo definisce “un grande uomo delle istituzioni, ad un uomo di partito che è stato capace di non essere di parte. Io che l’ho visto dialogare con Valéry Giscard d’Estaing, con Nicolas Sarkozy, con José María Aznar, con Angela Merkel, con Nancy Pelosi, con Joe Biden, so il dono che la destra e la Nazione hanno avuto. Non bisogna mai dimenticare, perché chi dimentica è il vero traditore. Fini ha costruito la destra più moderna ed evoluta d’Europa e la storia gli darà ragione”.