04 GEN, ROMA – Il farmaco è stato autorizzato dall’Aifa nei giorni scorsi. Da oggi sarà distribuito alle Regioni dalla struttura commissariale. Distribuito allo Spallanzani di Roma alle prime due pazienti.

Aumentano le armi a disposizione per combattere il Covid.

Nei giorni scorsi l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato due antivirali, Molnupiravir e Remdesivir, per il trattamento di pazienti non ricoverati, con malattia lieve-moderata che si è manifestata da pochi giorni e in presenza di condizioni cliniche che rappresentano specifici fattori di rischio per lo sviluppo della malattia grave.

Oggi allo Spallanzani è iniziata la somministrazione dell’antivirale per via orale Molnupiravir. Le prime due pazienti sono una donna di 91 anni cardiopatica e diabetica e una donna di 72 anni cardiopatica, immunodepressa. Entrambe hanno sintomi lievi agli esordi”. Lo ha detto l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, dopo l’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Il molnupiravir, messo a punto dal colosso farmaceutico americano Merck Sharp & Dohme in partnership con Ridgeback Biotherapeutics, è stato il primo farmaco in pillole indicato per la cura dell’infezione da coronavirus a essere registrata.

L’agenzia regolatoria britannica (Mhra) lo ha autorizzato per prima il 4 novembre scorso. Il 26 novembre l’azienda farmaceutica aveva reso noto che il farmaco risulta efficace al 30%, ossia di meno rispetto agli studi preliminari di fase 3 che indicavano invece una riduzione del rischio del 50%.

Federfarma, distribuzione antivirale sia anche nelle farmacie

Le farmacie si dicono pronte a distribuire anche attraverso il proprio canale la pillola antivirale molnupiravir per il trattamento del Covid-19, il cui approvvigionamento negli ospedali italiani ha preso il via oggi. Lo sottolinea Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma.

“Gli antivirali – rileva Tobia – sono una nuova frontiera che ci permetterà probabilmente di curare in maniera efficace il Covid anche al domicilio del paziente date determinate condizioni. Ad oggi non è prevista la distribuzione attraverso le farmacie ma esclusivamente attraverso le strutture ospedaliere e le farmacie ospedaliere. Ma è chiaro che guardando al futuro, in un momento in cui come quello attuale è necessario limitare gli spostamenti dei pazienti per la pandemia e soprattutto è necessario limitare l’afflusso presso gli ospedali – evidenzia – bisognerà che questi farmaci transitino anche dalle farmacie con i meccanismi della distribuzione per conto, che permette notevoli risparmi sociali e facilita i pazienti”.

Infatti, afferma, “non sempre il cittadino vive vicino ad un ospedale e ci sono casi in cui i pazienti devono fare anche 100 chilometri per arrivare alla farmacia ospedaliera più vicina. Poter invece trovare il farmaco nella farmacia sotto casa faciliterebbe molto”. Al momento, “non c’è un accordo in tal senso ma è una richiesta che noi come farmacie porteremo avanti nel prossimo futuro. La distribuzione è comunque appena cominciata”. Disponibilità per l’eventuale distribuzione nelle farmacie è assicurata anche da Federfarma Servizi, come d’altronde già accaduto, rileva il presidente Antonello Mirone, per i vaccini anti-Covid.