CHIESTO INTERVENTO PREFETTO E INTERROGAZIONE A MINISTRO

E SU SCANDALO TAMPONI EX GIUNTA INTERVENGA CORTE CONTI

08 GEN, LONGOBUCCO – Non può più essere tollerata la gravità delle affermazioni reiterate che l’ex sindaco Giovanni Pirillo destina sin da dal suo insediamento all’indirizzo della funzione e del ruolo istituzionali del commissario prefettizio Domenico Giordano e, quindi, della stessa Prefettura di Cosenza e del Ministro dell’Interno dai quali commissari dipendono, una volta nominati con decreto del Presidente della Repubblica. È stato superato ogni limite di decenza e di rispetto non solo delle istituzioni pubbliche ma anche dell’intelligenza e della dignità dei nostri concittadini.

È quanto dichiarano Katia Pellegrino e Domenico Romano, già consiglieri comunali del Gruppo Nuova Longobucco i quali, ribadendo la massima solidarietà al commissario Giordano ed al Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella per le continue offese all’attuale amministrazione commissariale dell’ente, auspicano che del caso Longobucco e del presunto vuoto di governo urlato ogni giorno dall’ex primo cittadino si chieda ufficialmente conto al Ministro dell’Interno attraverso un’apposita  interrogazione dei nostri parlamentare calabresi, ai quali facciamo appello pubblico.

Oltre ogni mediocre tentativo di strumentalizzazione politica e di disinformazione della popolazione, non è più accettabile – continuano – che soprattutto da chi ha ricoperto il più alto ruolo di rappresentante delle istituzioni democratiche locali venga propinata, con una sfacciataggine che umilia la stessa Politica, una sistematica mistificazione delle regole di funzionamento dell’ordinamento costituzionale, giuridico e delle autonomie locali del nostro Paese.

Questo continuare ad additare e dipingere Longobucco quasi come un comune senza governo ed allo sbando, privo di una guida capace di garantire ogni servizio e diritto di cittadinanza e, ancor più inaccettabile, quasi come una comunità che senza il sindaco e la giunta precedenti in carica sarebbe addirittura più esposto alla diffusione della Pandemia e quindi a tutti i rischi derivanti per la popolazione, oltre che un’offesa allo Stato di diritto rappresenta – scandiscono – un vero e proprio procurato allarme sociale sul quale ci auguriamo intervengano le autorità competenti.

Nel frattempo – ironizzano i due rappresentanti della Nuova Longobucco – a spiegare bene ed in modo molto efficace la differenza tra il presunto vuoto di potere attuale in capo al commissario prefettizio ed il buon governo della passata amministrazione comunale è stata la denuncia pubblica del dirigente comunale di ragioneria oggi in pensione, Francesco Arcidiacone che citando documenti pubblici ha dimostrato come per l’acquisto di N.100 tamponi destinati al personale comunale il 19 dicembre scorso l’ex Sindaco Pirillo abbia autorizzato una spesa di oltre 6 mila euro (ovvero 60 euro a tampone!) a fronte dei 200 euro impegnati dal commissario Giordano per N.30 tamponi (6,66 euro a tampone). Un fatto, non un opinione, di cui – concludono Pellegrino e Romano – ci auguriamo possano occuparsi tutti gli organi competenti, la Corte dei Conti in primis.