28 MAG, REGGIO CALABRIA   –     “Il piccolo Falcomatà Paolo Brunetti al pari del suo predecessore, scomunica solennemente l’ufficio stampa. Il facente funzioni non vuole assolutamente che venga istituito il più importante ufficio di comunicazione con la cittadinanza previsto dallo Statuto Comunale”. Queste le parole di Massimo Ripepi,  Segretario provinciale di Reggio Calabria di Italia Al Centro

Nel nuovo piano del personale non è, per il momento, prevista l’assunzione di un giornalista professionista prodromico all’attivazione dell’ufficio stampa. Il diktat è preciso, niente e nessuno deve disturbare l’efficientissimo “ufficio propaganda”, composto dai fedelissimi del Sindaco, che funziona da anni con il preciso compito di ipnotizzare i cittadini che non devono capire che a Reggio Calabria tutto sta morendo.     

“Nell’era della trasparenza e del digitale – prosegue il dirigente di Italia Al Centro – dove ogni notizia viaggia alla velocità della luce e tutto è reso pubblico e noto, l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria continua e reitera la sua azione di occultamento della quasi nulla azione politica amministrativa, escludendo dalle prossime assunzioni a concorso la fondamentale figura di un giornalista che deve gestire l’importantissimo ufficio stampa.”

L’ufficio stampa del Comune è l’organo attraverso il quale vengono comunicate alla cittadinanza tutte le attività istituzionali del Comune. E’ quindi la finestra ufficiale prevista dallo Statuto per permettere ad ogni cittadino di conoscere quanto avviene dentro il palazzo del governo cittadino.

Ripepi sottolinea come “abbiamo appreso in sede di Commissione Bilancio, per bocca della dirigente Jolanda Mauro, che l’amministrazione comunale ha compiuto una serie di azioni palesemente contrarie all’assunzione di tale figura. Fatto gravissimo!”.

Difatti, secondo la dirigente, in data 12 aprile è stata fatta prima la delibera del Piano del Fabbisogno che serve ad individuare i profili carenti all’interno dell’amministrazione e subito dopo la delibera, approvata dalla COSFEL, di rideterminazione della dotazione organica con le quantità di personale da assumere. Nella delibera del Piano del Fabbisogno non è stata prevista la figura dell’addetto stampa nonostante le reiterate richieste della Segreteria Generale da cui lo stesso ufficio dipende.  Difatti sarebbe stato opportuno approvare prima la delibera di rideterminazione organica e poi quella del piano del fabbisogno in modo da prevedere anzitempo le figure carenti ed in primis quella dell’addetto stampa.

Allo stato attuale invece, grazie all’Amministrazione più scarsa della storia, che opera bene però per non costruire la finestra di collegamento con i cittadini, le lungaggini burocratiche diluiranno i tempi e saranno una buona scusa per non istituire l’importantissimo ufficio stampa.

“Ieri Falcomatà – conclude Ripepi -, oggi i due piccoli cloni, vogliono solo giornalisti a tempo determinato e di fiducia che sappiano tenere alto il nome dell’ufficio propaganda, unica grande opera realizzata da Giuseppe Falcomatà”.