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lunedì, Febbraio 6, 2023
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Comunità Energetiche: Francesca Cufone (IdM), “Il discorso è soprattutto politico, perché bisogna pretendere che sia una ‘just transition’. Ne discuteremo, a Rende, Sabato 22 ottobre, con esponenti del mondo politico, universitario, dell’associazionismo, amministratori e cittadini”.

17 OTT, COSENZA – Attraverso il Green Deal europeo, ci si è assunti l’impegno di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Affinché ciò avvenga, uno degli obiettivi è quello di decarbonizzare il sistema energetico dell’Unione Europea, con il fine di ottenere zero emissioni di gas serra nette entro il 2050. Se volgiamo uno sguardo al lato dell’offerta energetica – dichiara in una nota Francesca Cufone Commissario cittadino IdM Rende – sembrerebbe che il problema non riguardi i produttori di energia. Eppure la produzione e consumo di energia è responsabile per circa il 70% dell’emissioni di gas climalteranti. Ecco perché come Movimento vorremmo porre attenzione su una delle tematiche chiave della green transition annoverata dalla Missione 2 del Piano Ripresa e Resilienza: vale a dire la transizione energetica. Se si crede che questa consiste nel mero passaggio dal combustibile fossile alle energie rinnovabili non è detto che riusciremo a raggiungere nei prossimi decenni l’obiettivo prefissato. Pertanto, – continua la Cufone – occorre che in primis si acquisisca la consapevolezza da un lato che bisogna cambiare stile di vita puntando sulla gerarchia rigida delle 4 “R”: ridurre, riutilizzare, recuperare, riciclare. Dall’altro lato, occorre anche porre un freno all’inflazione in atto perché ciò comporta un acuirsi della povertà energetica. Unita alla crisi climatica, si è instaurato un clima di incertezza che ha fatto innescare un circolo vizioso da cui bisogna uscire il prima possibile. Abbiamo la grande, e forse unica, opportunità del PNRR che non è un caso se l’Italia è stata tra quelle a beneficiarne di più di altri Paesi europei. Un’opportunità, da non perdere, di dare una svolta e puntare su soluzioni più sostenibili sotto il triplice aspetto: economico, sociale ed ambientale.

Economico perché col passare del tempo come italiani stiamo smettendo di essere risparmiatori e nella finanza pubblica sono sempre meno le risorse disponibili e la maggior parte della ricchezza a livello mondiale è concentrata nelle mani di pochi. A ciò si aggiunge un malessere e disagio sociale rappresentata dalla forbice che tende sempre più a crescere: chi è ricco lo sarà ancora di più e chi resta indietro viene completamente dimenticato. Dal punto di vista ambientale siamo in piena crisi: l’alternarsi di periodi di siccità ad improvvise alluvioni mostra a pieno in tutto la loro drammaticità il cambiamento climatico in atto. Il quadro che si prospetta è preoccupante e destabilizzante soprattutto per le generazioni giovani e prossime.

La transizione energetica è la sfida delle sfide e il discorso è soprattutto politico, perché bisogna – prosegue la Cufone – pretendere che sia una “just transition”: una transizione che parte dal basso, democratica, partecipata e che coinvolga istituzioni, imprese e singoli cittadini, tutelando quelli più vulnerabili.

Inoltre, è l’occasione anche per fare leva sulla terza missione delle Università puntando sulle competenze ed esperienze di laureati, professori ed esperti in ambito non solo energetico. Le comunità energetiche potrebbero essere la svolta epocale in particolare modo per il Meridione. Dove una qualità della vita migliore garantirebbe occasioni di sviluppo maggiore con una crescita dei territori che genererebbe economia e quindi occupazione, soprattutto in quei contesti che vanno sotto la nomenclatura di ‘transizione ecologica’ e ‘transizione digitale’. Tutto questo permetterebbe a tanti giovani di rimanere e investire nelle proprie realtà e, quindi, nella propria regione, senza dover emigrare e in un effetto domino si contrasterebbe l’abbandono di interi territori, evitando così lo spopolamento dei centri storici o borghi.

Crediamo fermamente che i presupposti ci sono tutti, anche perché il Sud per antonomasia è intesa come comunità e non come società.

Questo è uno dei punti programmatici di IdM e su cui abbiamo aperto dei tavoli di discussione con l’apporto di professionisti e studiosi della materia e amministratori locali, attraverso quella sinergia pubblico/privato che diventa fondamentale per avviare processi virtuosi e di best practice.

Il primo incontro è Sabato 22 Ottobre, alle ore 17.30, presso l’Hotel San Francesco di Rende, dove – conclude la Cufone – discuteremo sul ruolo e sul valore delle Comunità Energetiche nella transizione energetica, nonché sulle opportunità di sviluppo a livello locale.

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