Covid: vaccino; Gimbe, giusto priorità fragili, ma 3 criticità

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Pur condividendo la linea di raccomandare il richiamo alle persone a rischio, alle donne in gravidanza e agli operatori sanitari “vanno rilevate tre criticità da tenere in considerazione per l’eventuale aggiornamento delle raccomandazioni” sulla somministrazione del vaccino anti-Covid. Lo afferma il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nell’ultimo monitoraggio indipendente sull’andamento del Covid in Italia, intervenendo sulla circolare del ministero della Salute. Innanzitutto, il provvedimento, secondo Cartabellotta, “non menziona la possibilità di effettuare il richiamo su base volontaria per le categorie non a rischio. In secondo luogo le raccomandazioni non hanno tra gli obiettivi la prevenzione del long-Covid, il cui impatto sanitario e sociale inizia ad essere ben evidente nei paesi che, a differenza del nostro, lo stanno valutando in maniera sistematica. Infine, le tempistiche programmate dalla circolare, per l’attesa del vaccino aggiornato e l’allineamento con la campagna anti-influenzale, sono troppo lunghe. Infatti, la progressiva ripresa della circolazione virale a partire da fine agosto e la certezza che quasi tutti gli over 80 e i fragili non hanno effettuato alcun richiamo negli ultimi tre mesi, stanno già avendo un impatto sulla loro salute”. Cartabellotta ricorda che dal 2 giugno al 31 agosto (ultimo dato disponibile) agli over 80 sono state somministrate 827 quarte dosi e 2.156 quinte dosi: “È evidente – afferma – l’urgenza di avviare quanto prima la campagna vaccinale per questa fascia di età e più in generale per i fragili”. Per la Fondazione Gimbe, “è fondamentale prevenire ogni forma di sovraccarico da Covid nelle strutture sanitarie territoriali e ospedaliere”. In tal senso, invita le istituzioni “a mettere in atto tutte le azioni necessarie per proteggere anziani e fragili, incluso fornire raccomandazioni per gli operatori sanitari positivi asintomatici, oltre a rimettere in campo, se necessario, le misure di contrasto alla diffusione del virus”. Alla popolazione rivolge l’invito a mantenere comportamenti responsabili: perché nel prossimo autunno-inverno “il vero rischio reale del Covid-19 è quello di compromettere la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, oggi profondamente indebolito e molto meno resiliente, in particolare per la grave carenza di personale sanitario”.