Medici oppressi dalla burocrazia guardano opportunità all’estero

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Troppa burocrazia che li distoglie dai loro pazienti e l’estero come opportunità: i medici italiani sono ben coscienti dell’importanza del loro lavoro – il 96% lo reputa molto o abbastanza importante – ma pensano che le istituzioni ne abbiano percezione minore, tanto da ritenere che l’importanza del ruolo del medico in Italia oggi sia minore rispetto al periodo pandemico. Sono questi alcuni dei risultati di un’indagine dell’Istituto Piepoli per la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e presentata oggi al Convegno ‘I 45 anni del Servizio sanitario nazionale, un’eccellenza italiana’. Secondo il sondaggio effettuato attarverso interviste telefoniche e via web su un campione di 1000 persone ma anche su 300 medici e odontoiatri, i medici vorrebbero avere maggior peso decisionale nel mondo sanitario e lanciano un allarme: a causa della troppa burocrazia, più di uno su tre dichiara di non avere a disposizione tutto il tempo di cui avrebbe bisogno per occuparsi dei pazienti. Questa condizione di difficoltà spinge molti medici italiani (40% del campione) a valutare l’opportunità di andare all’estero a svolgere la professione medica. Ciononostante, l’83% si conferma ancora attaccato al proprio lavoro, tanto da dichiarare che quello che fa ogni giorno (rapporto con i pazienti aiutare le persone, salvare vite) corrisponde all’idea che aveva quando ha scelto di svolgere la professione. Una professione che resta fortemente attrattiva anche tra i giovani: il 57% tra i 15 e i 24 anni ha preso in considerazione la possibilità di formarsi per essere un professionista della salute. “La manovra punta finalmente sui professionisti del Servizio sanitario nazionale – afferma il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – invertendo una tendenza che, sinora, aveva allocato risorse, attraverso il Pnrr, soltanto sulle strutture e infrastrutture. Bisogna continuare su questa strada, continuare a investire sulla sanità perché quell’auspicio del ministro della Salute Orazio Schillaci di trasformare la sanità in un grande sistema Paese che dia risposte a tutti sia realizzato”.