Un anno fa proferivo:

“Già vittime di una conclamata crisi economica con alternanze di periodi di stagnazione a veri e propri periodi di recessione, con un sistema economico già gravato da problemi strutturali che hanno frenato la crescita e aumentato l’indebitamento del popolo e del Paese tutto, viviamo oggi una nuova crisi economica, sanitaria, sociale di una portata mai vista prima. Ospedali al collasso, medici e infermieri abbandonati in trincea a rischio della propria vita, aziende chiuse, imprenditori sul lastrico, dipendenti senza paga…….Questa è la fotografia dell’Italia oggi”.

Ebbene è passato un anno cosa è cambiato? In un anno tante cose sono cambiate. Un anno fa il look down ha fatto sperare in un arresto del contagio e una ripresa economica e sociale di portata mondiale. Al contrario a oggi la situazione è talmente regredita che la gente veramente non ce la fa più a sentirsi ripetere “ce la faremo”.

Sembra un gioco di parole ma dopo un anno di incertezze la gente è veramente esasperata. Padri di famiglia che non riescono più ad assicurare ai loro figli neppure le cose di primaria necessità, cibo, cure mediche…, ecco perché sempre più frequenti scontri e sommosse durante le manifestazioni di proteste contro le chiusure disposte dal Governo.

La Calabria poi già devastata da sempre dall’operato di una classe politica che agisce esclusivamente curando i propri interessi e non per la collettività, oggi ancora di più si trova a fare i conti con una realtà di estrema povertà, con una rabbia sociale difficile da controllare, con l’esasperazione di tanti lavoratori che non sanno più come mandare avanti la propria famiglia e/o la propria attività.

Ebbene la svolta, la soluzione, a differenza di un anno fa, oggi c’è:” il vaccino”. In Calabria, in particolare, però ancora non esiste un piano vaccinale organizzato. Ci sono ritardi nelle somministrazioni perchè mancano le giuste dosi e manca il personale per le somministrazioni. Ora vista la necessità impellente, in un momento storico come questo, la campagna pubblicitaria di un governo incompetente dovrebbe essere messa da parte, in momenti come questi l’attuale classe politica e dirigente deve mostrarsi più attenta e agire a favore dei cittadini.

Faccio appello sia al Governo Centrale ma anche alle forze Politiche periferiche per una collaborazione intelligente e saggia per la soluzione del problema vaccinale. In più siamo alle porte della stagione estiva e la grande risorsa Calabrese dell’industria balneare non può assolutamente fermarsi ancora. Anche i ristori in genere sono al collasso come pure le altre attività correlate perché provate dalla pandemia.

La soluzione concreta che permette di tornare al lavoro per ricostruire ancora una volta il futuro è un piano vaccinale a tappeto. Si è vero il piano vaccinale deve essere esteso a tutti. Va bene salvaguardare gli anziani e le persone fragili ma similmente e contemporaneamente anche i giovani e tutti i lavoratori devono essere resi immuni da questo male invisibile e letale perché sono proprio quest’ultimi che hanno necessità di muoversi per muovere l’economia della regione e del Paese.

Ecco perché faccio appello, ancora una volta, allo Stato Italiano di intervenire tempestivamente affinchè provveda alla riapertura delle attività in sicurezza e alla soluzione di un piano vaccinale adeguato, per come già spiegato, perchè c’è il serio rischio che la gente non muoia più di Covid ma muoia di fame.