A Cosenza si ritorna a parlare dei 92 operatori socio sanitari esternalizzati della Coopservice. Una storia che va avanti da oltre 25 anni. Queste 92 persone erano state assunte inizialmente con la mansione di inservienti. Ma dopo qualche tempo la stessa Azienda Ospedaliera e la  Regione Calabria, fecero loro conseguire, un attestato di Oss. Circa tre anni fa, alcuni di loro però (30) ricevono una lettera di licenziamento e dopo varie vicissitudini, scioperi, tavoli sindacali e tanto altro, per salvarli ,  si arriva alla decisione di demansionarli, in modo da tenerli tutti  e 92 ed evitare il licenziamento di alcuni di loro. Oggi, se ne ritorna a parlare, attraverso la lettera che abbiamo ricevuto da parte di una lettrice ( e che vi proponiamo integralmente), nella quale, rispetto al bando istituito dall’Azienda Ospedaliera, vista e considerata la carenza di personale medico presso il nosocomio bruzio in seguito ai numerosi ricoveri da Covid19, ormai al collasso di posti letto, è alla ricerca di nuovi infermieri, quando potrebbe  attingere direttamente da questi operatori che ormai, nonostante il loro demansionamento, hanno però l’esperienza necessaria.  

“Egregia Redazione sono una cittadina cosentina. Le scrivo questa lettera per denunciare un fatto molto grave dell’ Azienda Ospedaliera di Cosenza. E’ stata fatta una richiesta dall’ Azienda stessa di assunzione a tempo determinato di Oss per la pandemia che ha colpito la nostra bellissima Cosenza e il nostro amatissimo Ospedale Civile dell’ Annunziata con la richiesta appunto di operatori socio sanitari con solo attestato senza chiedere esperienza e niente, solo un’assicurazione che lo stesso operatore dovrà pagarsi. Io mi domando e chiedo ma come si fa a mandare persone allo sbaraglio senza una minima preparazione, senza esperienza lavorativa? Sono anni che c’è una cooperativa che esercita in ospedale con ben 92 operatori socio sanitari con tanto di esperienza e con tanto di attestato che la stessa azienda ospedaliera e Regione Calabria hanno fatto conseguire anni addietro di riqualifica. Ora mi chiedo, come mai non sono state chiamate queste persone? So per certa che ultimamente hanno chiesto vari incontri sia alla Regione Calabria sia alla commissaria Mastrobuono senza mai e dico mai aver avuto una risposta da loro, per chiedere una internalizzazione o perlomeno avere loro una possibilità lavorativa visto che siamo in piena pandemia con carenza appunto di operatori socio sanitari. Avevano chiesto solo e soltanto una possibilità di internalizzazione visto che lavorano con la famosa ditta Coopservice. Mi chiedo perché hanno deciso di assumere persone esterne quando già a loro servizio ci sono le 92 persone che ancora oggi dopo essere stati demansionati dalla loro professione continuano ad offrire la loro mansione? perché? Cosa ci sarà sotto? Si deve sistemare qualcuno con la scusante dell’ emergenza? Perché scartarli e metterli da parte quando già lavorano nella Azienda?

Si sperava che la nuova commissaria avesse capito la gravità che sta colpendo l’Ospedale ma a quando vedo probabilmente non si è resa conto di cosa sta accadendo e con questa specie di bando che ha appena emesso appunto dell’ assunzione di questi operatori non ha fatto altro che peggiorare la situazione, non ha tenuto assolutamente conto della proposta che le era stata presentata e non ha tenuto conto che in Azienda esistevano già 92 Oss con riqualifica da ben 30 anni . Ha pensato bene di metterli da parte, anzi mi correggo non li ha proprio calcolati. Sono molto amareggiata dell’ accaduto. E’ una vergogna, una cosa umiliante nel rispetto di questi lavoratori che non solo danno anima e corpo per svolgere al meglio la loro attività, per quanto hanno rischiato la propria vita, si sono infettati ,hanno fatto turni allucinanti cercando di dare una mano nel nostro nosocomio. Ancora continuano a farlo e il risultato qual è stato ? Li hanno messi con le spalle al muro togliendogli anche questa possibilità. Grazie di cuore commissaria, grazie presidente, grazie signor Spirlì per aver gettato nell’ immondizia persone umili e lavoratori”.