Non c’erano Populisti o Giustizialisti tra gli Statisti, né tra coloro che l’Italia la salvarono davvero. La Politica torni ad occuparsi delle prossime generazioni e lasci ai Giustizial-Populisti il compito di pensare alle prossime elezioni. Non è il Populismo che salverà la Calabria, come non potrà mai essere il “dividi et impera”. Non è con la pretesa assurda di fare la cernita degli “onesti” che sono, naturalmente, quelli che stanno con loro e il resto dell’universo mondo dall’altra parte. Perché con questo metro di misura i Calabresi onesti sarebbero il 5% del totale, secondo le stime di Tesoro Calabria e del suo illuminato leader, Carlo Tansi, che tutto potrà e tutto comanda e comanderà. Confrontiamoci suoi programmi, chi li ha, e lasciamo perdere la continua ricerca giornaliera del nemico di turno. Il resto sono chiacchiere e buone intenzioni mal supportate da esempi di moralismi campati per aria.

Mentre la piattaforma della democrazia diretta a 5Stelle si spacca, guarda caso per questioni economiche prim’ancora che politiche, in Calabria arriva l’onda Giustizial-Populista, infarcita di politica “idealista” senza più appeal e di politici che vivono da decenni di Politica sputando nel piatto dove mangiano e tentando di scimmiottare un’esperienza irripetibile come quella del Movimento 5Stelle. Partito per aprire il parlamento come una scatoletta e fulminato sulla via dei Ministeri, nonché sul paternalismo rabbioso in difesa dei propri figli finiti sotto la pressa e le lungaggini della Giustizia italiana nonché nel tritacarne dei processi mediatici. Provare per credere. Questa ondata Giustizial-Populista non è la panacea di tutti i mali. Per esperienza diretta, vi posso assicurare che sarà̀ soltanto l’ennesimo calesse dorato che diventerà macchina blu appena varcherà il cortile della Cittadella. Le esperienze personali servono.

Non c’è radicamento sul territorio ma solo slanci di populismo giustizialista e divisorio in un tessuto sociale già dilaniato, in una regione certo mal governata dove i cittadini hanno troppo spesso sottovalutato il merito e la necessità di avere una opinione politica più che un referente in politica. Ma non vi erano Populisti tra coloro che hanno costruito la Repubblica Democratica, non vi erano giustizialisti ma donne e uomini di grande sensibilità politica e istituzionale che marciavano insieme alla loro gente. Non vi sono tracce di populismi giustizialisti tra coloro che ricostruirono l’Italia nel dopoguerra. Gli attacchi scomposti, i moralismi mal riposti, io li ho potuti constatare dall’interno di Movimenti nati per moralizzare tutti gli altri senza mai guardarsi prima dentro la propria coscienza. Noi crediamo, a differenza dei giustizialisti, che serve una Giustizia garantista e non un giustizialismo ad uso e consumo di chi vuole entrare ad ogni costo nelle Istituzioni. Noi crediamo che il consenso non vada cercato attaccando le persone ma creando, finalmente, un’opinione politica, un senso di autocritica al servizio del miglioramento collettivo, sia esso materiale sia morale. Diffidate, dunque, da chi pretende di insegnarvi l’onestà, da chi vi giudica onesti e laboriosi ad una sola condizione: che stiate con loro. In Calabria ci vuole una buona Politica.

Ci vuole che i politici calabresi la finiscano di ragionare per convenienze elettorali, che si smetta di parlare semplicemente di voti da raccattare e si inizi a togliere ossigeno a questi tromboni improvvisati che credono di spaccare il mondo ma non hanno le basi democratiche per amministrare. Fate attenzione alle liste, vedrete che ci sarà chi gira per le piazze a menare il can per l’aia e chi, sempre in quelle lista in odore di beatificazione prossima ha campato di politica da quando è nato, di gente che si dispera se non viene candidata e poi gira le spalle ai suoi colleghi di partito e adesso vorrebbe insegnarci le buone maniere. C’è chi fino a ieri sputava sui populismi e adesso ne sposa in pieno la causa. Chi scrive ha vissuto una breve stagione “populista”, un errore gravissimo che gli è servito a capire che il populismo ha solo una facciata patinata ma dietro quella facciata le dinamiche sono peggiori della peggior politica sudamericana.

I Calabresi pretendano un sistema sanitario degno di un Paese Occidentale. La Calabria investa in buona politica, in opinione diffusa e improntata al bene comune, in coesione sociale. La Calabria pretenda la buona politica amministrativa e non faccia l’errore letale di consegnarsi a pseudo-salvatori della patria. Pretenda dalla politica che torni ad investire sui giovani e sul lavoro per fermare lo spopolamento dei borghi. Pretenda trasparenza che il populismo manifesta soltanto in campagna elettorale e che poi non farà nulla limitandosi semplicemente a dire che non si possa più fare perché chi c’era prima e bla bla bla…

Pietro Sergi

Responsabile Organizzativo IdM

Area Metropolitana di Reggio Calabria