“Consegna controllata” dopo il transito a Gioia Tauro, 25 fermi

18 MAG, REGGIO CALABRIA – Quattrocento chili di cocaina, partiti dal Brasile e passati dall’Italia, sono stati sequestrati a Lipjan in Kosovo. L’operazione, effettuata con il coordinamento della Dea, ha visto impegnati i finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, la polizia kosovara e quella albanese che hanno inferto un duro colpo a un traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

La cocaina era nascosta all’interno di un container imbarcato al porto di Santos, in Brasile, transitato per il porto di Gioia Tauro . La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria ha disposto l’esecuzione di una “consegna controllata”, cioè lasciando che il traffico giungesse all’ultima tappa.
    Fermate 25 persone, cinque delle quali arrestate.
    Prima di arrivare a Durazzo, in Albania, dove il container è stato caricato in camion diretto a Lijan, a Gioia Tauro, le Fiamme Gialle e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, attraverso la scansione radiogena, erano riusciti a scoprire i panetti. A disporre l’esecuzione di una “consegna controllata” è stata la Dda di Reggio Calabria. L’operazione è stata coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto Francesco Ponzetta. Grazie anche a un gps agganciato al container, gli investigatori sono riusciti a ricostruire il percorso. il blitz è scattato nei Balcani ieri sera quando la guardia di finanza, la polizia albanese e quella kosovara, hanno fermato il camion e sequestrato 400 panetti, di un chilo l’uno, di cocaina purissima. La droga era occultata in scatole contenenti ufficialmente della carne di pollo.
    Nell’immediatezza dei fatti sono state sottoposte a fermo di polizia 25 persone, tra operai, impiegati ed autisti dell’azienda destinataria, la società “Mc Food” con sede a Kavaja, in Albania, e Lipja, in Kosovo. Sette fermati, inoltre, sono stati arrestati per traffico internazionale di stupefacenti. Tra questi c’è l’autista del camion che ha detto di non essere a conoscenza della presenza di droga. Al dettaglio sulle piazze di spaccio europeo, la cocaina sequestrata avrebbe fruttato al gruppo criminale oltre cento milioni di euro.