“Europa. Sociale, sovrana, mediterranea”: non è solo un libro, ma un vero e proprio manifesto programmatico che, da destra, vuole andare oltre l’esperienza del sovranismo piccolo-nazionalista, il saggio recentemente pubblicato da Eclettica Edizioni, disponibile (con sconto sul prezzo di copertina) in prevendita sul sito web della casa editrice e, poi, per l’acquisto dal prossimo 18 giugno. Il volume, che è nato all’interno del think tank “Il Talebano“, annovera tra gli autori, oltre a chi qui vi scrive, saggisti come il filosofo Emanuele Franz e il sociologo Fabrizio Fratus, ma anche giovani e brillanti pensatori come Stefania Bonfiglio, Lorenzo De Bernardi e Beatrice Mantovani.

L’uscita del libro avviene contemporaneamente al passaggio dell’europarlamentare Vincenzo Sofo, tra i principali animatori proprio de “Il Talebano“, dalla Lega a Fratelli d’Italia, dove ricoprirà proprio il ruolo di coordinatore dello sviluppo delle proposte politiche per il Mediterraneo, che è peraltro autore della post-fazione. Un altro europarlamentare, Carlo Fidanza, capodelegazione proprio del partito di Giorgia Meloni a Bruxelles e Strasburgo, ha invece scritto l’introduzione, mentre la prefazione è opera del fondatore e presidente di CulturaIdentità, Edoardo Sylos Labini.

Obiettivo del libro è quello di proporre un percorso che vuole essere un “tentativo di recuperare identità, radici, memorie e tradizioni senza nessun tipo di nostalgismo e di passatismo, riconoscendo il ruolo dei popoli europei, la distinzione tra patria e nazione, l’idea di Tradizione e di origine“. Si tratta, in sintesi, di proporre, dopo anni caratterizzati da certo antieuropeismo d’accatto, sicuramente disfunzionale rispetto all’obiettivo di un’Europa sovrana rispetto ai principali poli geopolitici, una terza via tra un ritorno al nazionalismo più becero e l’acritica e passiva accettazione di un modello di Ue impostato sui desiderata dei tecnocrati occidentalisti.

La via proposta è quindi, quella di un’Europa sociale con radici cristiane in forte antitesi all’Europa di oggi, privata tra le altre cose di una vera visione di politica estera quanto di difesa comune.