RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La cultura se la volessi spiegare con parole semplici ad un bambino, prenderei come esempio una città. Più precisamente come l’amministrazione di una città ha a cuore la cosa pubblica: i suoi spazi verdi, le chiese ed aree di aggregazione sociale, nonché le scuole e i luoghi di “riposo eterno”. Potrei prendere come esempio calzante la città di Rende. Vivendo la città e dialogando con i concittadini è evidente che questo esempio finisce per sembrare agli occhi di un bambino piccolo una favola ancora da realizzare, non avendo vissuto gli anni di splendore di Rende. Perché quanto descritto sopra è la realtà che i rendesi, fino alla mia generazione, hanno vissuto. Sono sempre stata orgogliosa della mia città. Alla consueta domanda: “Da dove provieni?”. Spontaneamente rispondo sempre con orgoglio: “RENDE!”. Perché prima ancora che questa bellissima realtà svanisse, era il capoluogo di Cosenza. Il mio senso civico mi ha spinto a propormi in diverse tornate elettorali alle amministrative della mia città affinché questo sogno ad occhi aperti non diventasse un bel ricordo come temevo. Ringrazio chi ha creduto ed investito nelle future generazioni rendesi e non solo. Da 10 anni a questa parte ho potuto acquisire quella passione per la cosa pubblica e l’amore per il territorio, sostenuta anche dalla militanza e dalla partecipazione attiva alla vita politica attraverso L’Italia del Meridione. Osservando lo stato in cui versa la città oggi, mi rincresce ammettere che Rende non è più la Rende che ero abituata a vivere e raccontare. Non avrei mai voluto assistere al decadimento culturale, sociale e ambientale in cui oggi versa la città mentre in passato rappresentava un importante realtà di aggregazione ed integrazione culturale e sociale, oltre ad essere stato un terreno appetibile per aziende ed investitori. Parlo al passato, perché il vento del cambiamento tanto decantato da chi ci amministra dal 2014 e per due mandati consecutivi la città è riuscito a spazzare via quel bel sogno descritto e quello dei tanti commercianti che hanno investito sul territorio. Per non parlare dei disagi che vivono i residenti: dai rifiuti al servizio idrico e con l’aggiunta dei disagi riguardanti l’attuale emergenza sanitaria. Il sindaco è la prima autorità sanitaria, ricordiamolo. E non mancano i continui incendi, dolosi o meno che siano, che stanno causando ingenti danni. Questo malessere e disagio che si percepisce mi ha spinto a scrivere e richiamare all’attenzione di chi ci rappresenta sullo stato di abbandono in cui versa il territorio rendese e mai raggiunto sino ad ora. Ritengo che l’inottemperanza di talune responsabilità, l’incuria, negligenza e trascuratezza hanno agevolato il fatto che alcune aree sono diventate un ricettacolo di ogni genere di rifiuto. Causando danni all’ambiente e verosimilmente alla salute degli abitanti. Il mancato senso civico dei singoli cittadini, non giustifica l’assenza di attenzione dell’amministrazione e dell’assessore competente in materia. Pertanto, oltre a puntare il dito contro l’attuale amministrazione e denunciare l’incapacità di amministrare la cosa pubblica, mi preme ricordare al primo cittadino che ha delle responsabilità maggiori vista la sua carica da presidente dell’Ato Cosenza e da poco eletto presidente regionale di Anci Calabria. Attendiamo quindi fiduciosi un’azione immediata per la risoluzione della questione, per quanto riguarda, invece, Rende confido in un’azione corale da parte di una comunità che merita altro, così com’è stato in passato.

Francesca Cufone

Coordinatore regionale IdM Giovani