‘’Un tango per me’’. La danza di un medico ricercatore. È questo il titolo del volume scritto da Jan – Lilyth Albani che verrà presentato domani pomeriggio, sabato 27 novembre, alle ore 18:00, nella sala polifunzionale del comune di Scalea.

Un evento, organizzato dall’Associazione ‘’Arco’’ e patrocinato dal comune tirrenico,  che catapulterà l’attenzione dei presenti sul senso della vita e sul messaggio che ogni medico, ogni operatore sanitario, ogni volontario porta con se nel suo viaggio tra coloro che hanno bisogno di attenzioni e cure.

Moderati dalla giornalista, Fabrizia Arcuri, interverranno il sindaco di Scalea, Giacomo Perrotta, il vice sindaco, Annalisa Alfano, l’editrice, Giovanna Scuderi, e il presidente del sodalizio ‘’Arco’’, Francesco Provenzano, che opera, da qualche tempo,  nel campo della prevenzione e dell’assistenza socio – sanitaria, specie in campo oncologico. Al tavolo dei relatori anche Myriam Claudia Sacco, responsabile comunicazione ed eventi dell’associazione ‘’Salute donna Onlus’’ della provincia di Catanzaro, Pierpaolo Correale, Immuno Oncologo e primario del reparto di oncologia del Gom di Reggio Calabria, e la presidente provinciale del Cif di Cosenza, Concetta Grosso.

‘’Un tango per me’’ è un libro romanzato e, fortemente, autobiografico. L’autore, con il suo eteronimo, attraverso innumerevoli sfaccettature, racconta esperienze vissute mettendo a nudo se stesso, le proprie paure e le proprie convinzioni, tra vita privata e professionale che immancabilmente s’intrecciano e segnano entrambi. Delusioni e vittorie, tra il rigore scientifico e il cuore, in viaggio continuo alla ricerca di risposte e cure per la malattia dell’anima e per quelle fisiche, reali che si combattono con la ricerca scientifica ma senza dimenticare l’umano.

Un volume che, attraverso svariate chiavi di lettura riesce a coinvolgere chi, soffermandosi attentamente sui capitoli, si immerge in luoghi, storie di coloro i quali vivono per aiutare il prossimo. “E poi ecco che alla fine – scrive sulla sua pagina social la giornalista, Fabrizia Arcuri – tra infinite trame e fili rossi, arriva sempre quel lieto fine, a cui necessariamente ognuno di noi deve aggrapparsi e che in fondo insegui perché la vita è fatta così…”.

Maria Cristina Saullo