Stretta su movida a Crotone, musica vietata dalle 23

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Il nuovo Sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che sì è insediato dopo la proclamazione da parte dell'Ufficio elettorale centrale, Crotone, 07 ottobre 2020. Voce ha ricevuto la fascia tricolore dal commissario straordinario, Tiziana Costantino, che ha gestito il Comune dopo le dimissioni del sindaco Ugo Pugliese, che era stato eletto nel 2016. ANSA / Giuseppe Pipita

 Il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha disposto con propria ordinanza  il divieto di emettere musica all’esterno dei locali del centro storico dalle ore 23 di sabato 28 gennaio. L’ordinanza, che in via sperimentale avrà la durata di 60 giorni, è una risposta alle richieste dei residenti del centro storico che lamentano l’elevato disturbo della movida. L’ordinanza dispone dal 28 gennaio al 29 marzo, nelle aree individuate come critiche del centro storico “il divieto dalle ore 23 ad ogni esercizio pubblico e commerciale, anche se in possesso di nulla osta acustico, di emettere all’esterno dei locali musica e suoni, sia mediante esibizioni di artisti, sia mediante ogni forma di emissione sonora, anche mediante la pratica della c.d. ‘silent disco’ o ‘silent music’ (uso di cuffie distribuite agli avventori dei locali)”. Come è spiegato nell’ordinanza, alcuni incontri svolti al Comune tra associazioni di categoria, proprietari dei locali e residenti del centro, avevano fatto emergere “una reciproca volontà collaborativa per scongiurare l’emissione di provvedimenti inibitori”. Invece la collaborazione non pare esserci stata visto che nell’ordinanza viene “rilevato che pur all’esito di detti incontri continuano a registrarsi fenomeni di superamento dei limiti di emissione sonora previsti ex lege entro gli orari consentiti, oltre che il superamento stesso dei limiti orari consentiti come da ultimo registrato nell’ultimo fine settimana (20-22 gennaio 2023) attraverso i rilievi dell’Arpacal e della Questura di Crotone”.

Da qui la decisione di vietare la musica all’esterno dei locali.

“È dovere di questa Autorità – si legge nell’ordinanza – tutelare in via primaria la quiete pubblica, come espressione del diritto alla salute psicofisica, che prevale sia sugli interessi economici degli esercenti pubblici, causa diretta od indiretta nel disturbo, sia sul diritto all’intrattenimento e allo svago oltre i limiti di tollerabilità”.

La violazione dell’ordinanza prevede una sanzione di 1.000 euro; nel caso di seconda violazione scatta la chiusura per 20 giorni dell’attività.