Guardia Costiera: non c’era situazione di pericolo

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Il naufragio avvenuto in Calabria, è “una tragedia non prevedibile alla luce delle informazioni che pervenivano”. Lo ha detto il portavoce della Guardia Costiera Cosimo Nicastro a ‘5 minuti’ di Bruno Vespa. “Gli elementi di cui eravamo a conoscenza noi e la Guardia di Finanza – ha aggiunto – non facevano presupporre che ci fosse una situazione di pericolo per gli occupanti. Non erano arrivate segnalazioni telefoniche né da bordo né dai familiari. E allo stesso tempo la barca, partita 4 giorni prima dalla Turchia, non aveva riportato alcuna informazione alle altre omologhe organizzazioni di guardia costiera che ha attraversato”.
Nicastro ha confermato che la segnalazione di Frontex parlava di “una barca che sta navigando regolarmente a sei nodi, con una persona soltanto visibile a bordo e in buone condizioni di galleggiabilità”. Segnalazione che viene trasmessa “all’International coordination center, che è il punto di contatto non per le operazioni di ricerca e soccorso ma per le operazioni di polizia in mare”. Sull’intervento della motovedetta e del pattugliatore della Guardia di Finanza, Nicastro sottolinea che “le condizioni meteo non consentono di proseguire nell’attività” e quindi le motovedette “rientrano, informando le forze di polizia a terra e attivando il dispositivo di ricerca a terra” affinché intercettasse il caicco che “voleva spiaggiare non visto da nessuno, perché non ha chiamato i soccorsi”. La Guardia Costiera conferma poi che quella notte ci fu una “conversazione” tra i colleghi della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria e quelli della Guardia di Finanza che erano intervenuti. Questi ultimi informano la Guardia Costiera che “le due unità che si trovavano in mare stavano rientrando per le condizioni meteo avverse e che non c’era una posizione nota dell’imbarcazione”. Inoltre, “non vengono segnalate situazioni critiche che facciano pensare che l’operazione di polizia si stia trasformando in un’operazione di emergenza”. Tuttavia, conclude Nicastro, “la Guardia Costiera incomincia ad attivare tutta la sua catena affinché fosse predisposto il dispositivo sar”.